Il Paese delle Meraviglie

Il Presidente del Consiglio Matteo Renzi. Foto archivio Fivedabliu 2013

L’incertezza economica e la precarietà diventano malattie dell’anima. Lo sa bene il Presidente del Consiglio, Matteo Renzi, quando sbandiera centomila nuovi posti di lavoro per costruire il ponte sullo Stretto.

IL PONTE SULLO STRETTO!
L’ennesima grande opera inutile che fino ad oggi, pur nella sua inesistenza, ha succhiato dalle casse dello stato e dalle tasche dei contribuenti circa seicento milioni di euro.
Poco importa in questo Paese delle Meraviglie dove la propaganda politica, scalzati i problemi etici, ci sforna uno dopo l’altro i suoi prodotti commerciali. Perché è di questo che si tratta: di prodotti commerciali che andranno a riempire le borse dei politici di turno, dei mafiosi, dei faccendieri e porteranno – almeno così spera Renzie – un bel pacchetto di voti ai sostenitori della riforma costituzionale.

Questa generazione di sedicenti rottamatori, invece di chiudere la stagione della corruzione, delle leggi ad personam, dei conflitti di interesse e delle battute fuori luogo, rispolvera la retorica delle grandi opere come necessità ineluttabili per la crescita del Paese.
Poi, in nome della crisi, ci impone sacrifici con i tagli alle pensioni, alla sanità, alla scuola, con la riforma del mercato del lavoro.
Poco importa. Nel Paese delle Meraviglie il malgoverno è eterno e immobile, è uno stato mistico che cattura l’opinione pubblica e la rende incapace di muoversi contro gli uomini mediocri che la sottomettono.
Dunque state bene, continuate ad applaudire, passatevela bene, illustrissimi iniziati della follia.

Simona Tarzia

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