Primarie sì, primarie no. Candidato fantasma

Genova – Tra applausi abusivi e voglia di cambiare abusiva, la corsa alle elezioni amministrative genovesi continua a dare segni di incertezza.

Al nastro di partenza per il Centro Destra è sempre pronto Stefano Balleari, tra i silenzi di Giovanni Toti che l’8 marzo dichiara: “Perché non candidare una donna?”.
Ma si sa: finita la festa, gabbato lo santo. E così, appassita la mimosa, appassisce anche la fantomatica Sindaca.
Sarà  Giorgia Meloni, attesa a Genova per la metà del mese, a svelare finalmente il candidato unitario del Centro Destra? Lo scopriremo solo vivendo.

Occhi puntati anche sul Centro Sinistra che seguita a temporeggiare. Il NO di Luca Borzani, presidente della Fondazione Palazzo Ducale, ha spiazzato la dirigenza del PD genovese che non aveva un piano “B” ed ora, nel dilemma primarie sì, primarie no, si ritrova un candidato fantasma.
Alla lista di chi si è reso “disponibile”  – cioè Simone Regazzoni, Stefano Bernini, Simone Leoncini e Manuela Arata – si aggiunge l’assessore allo Sviluppo Economico del Comune di Genova, Emanuele Piazza.
Pippo Rossetti non vuole rischiare di perdere le amministrative – come dargli torto? – anche perché, secondo noi,  aspetta di candidarsi alle politiche del 2018.

Arcangelo Merella gioca la carta dell’ascolto del territorio e continua il suo tour nei municipi. Chissà se questa strategia gli darà ragione…

Il duello all’interno del Movimento 5 Stelle si gioca sul web: sarà il videogioco – così Stefano De Pietro ha definito il “Metodo Genova” prima di abbandonare il gruppo consiliare grillino  – a consegnare i nomi alla città.

Mancano tre mesi alle elezioni ma non preoccupatevi, no, non muovetevi.
In fondo, l’attesa è una suspense elementare.

Simona Tarzia

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