Emanuele Piazza fa il punto su due anni e mezzo di assessorato allo Sviluppo economico

Emanuele Piazza

Genova – In una lunga intervista video, Emanuele Piazza fa il punto su due anni e mezzo di assessorato allo sviluppo economico nella giunta Doria.

Tanti i temi toccati: dalla delibera di aggregazione Amiu-Iren Ambiente, al progetto della nuova darsena ideato da Renzo Piano e noto come Blueprint, al piano di valorizzazione del patrimonio immobiliare, fino alla cessione delle aree ex ILVA e alle industrie creative.

Argomenti di attualità, molto significativi per una città di “ex” come Genova   – ex ILVA, ex Piaggio, ex Fiera del Mare, ex Nira –  che, pur avendo perso ormai da tempo la sua vocazione all’industria pesante, ancora stenta a intercettare i bisogni e i progetti della vasta platea di attori locali e internazionali che potrebbero offrire strategie di rilancio.

“Il Blueprint è una grossa spinta alla riqualificazione di un’area molto importante della nostra città – sottolinea Piazza – è una suggestione che potrebbe tenere insieme sistema industriale, trasformazione urbana di qualità e sistema della nautica, in particolare il refitting dei grandi yacht”.
Poi, sulla questione del concorso internazionale di idee per la riqualificazione delle aree dell’ex Fiera del mare precisa: ”Certo, se mi chiedete se il Comune avrebbe preferito avere un vincitore la risposta è sì, certamente. Ma abbiamo comunque un panel di dieci idee rilevanti, premiate come prevedeva il bando Blueprint Competition, che lascia maggiore flessibilità nell’individuazione dei soggetti investitori”.
Di sicuro c’è una manifestazione di interesse da parte del CONI per la realizzazione di un nuovo Palazzo dello Sport, ma il fatto che nessuno dei progetti in gara abbia raggiunto il punteggio minimo per l’aggiudicazione riapre gli scenari e allunga i tempi.

Altra questione aperta per questa Giunta uscente è l’aggregazione Amiu-Iren. Una delibera che ha provocato tensioni in Consiglio Comunale, tra gli stessi consiglieri, le associazioni ambientaliste, i sindacati e i lavoratori.
Sono volate accuse di conflitto d’interesse. “Si tratta di accuse puerili e velleitarie – puntualizza Piazza che è dipendente Iren in aspettativa – io non ho competenze specifiche dal punto di vista delle deleghe assessorili per quel che riguarda questa fusione. Per evitare qualsiasi tipo di strumentalizzazione o polemica, quando la delibera è passata in Giunta comunale, non l’ho votata”.

Poi si sofferma sul futuro delle aree ex ILVA di Cornigliano: ”Positivo che ci siano due gruppi interessati, entrambi con forte valenza industriale e solidità finanziaria”.
Il rilancio, infatti, è tutto in una corsa a due tra Arcelor Mittal, leader siderurgico mondiale, associato al gruppo Marcegaglia e sostenuto da Banca Intesa Sanpaolo da una parte, e AcciaItalia, il consorzio retto da un’asse industriale tra Arvedi, Jindal, Del Vecchio di Luxottica e Cassa Depositi e Prestiti, dall’altra. Il vincitore della gara si aggiudicherà gli stabilimenti di Cornigliano, Novi Ligure e Taranto.
Quanto alle aree in eccesso rispetto alla capacità produttiva, per le quali si è mantenuta una destinazione industriale, il modello da seguire è l’accordo stipulato con Ansaldo Energia che ha consentito all’azienda di mantenere a Genova il piano di investimenti e ha portato alla costruzione a Cornigliano del capannone per l’assemblaggio delle turbine a gas prodotte nello stabilimento Ansaldo Energia di Campi.
“È l’esempio di come far sì che le industrie genovesi possano radicarsi e svilupparsi ulteriormente sul territorio” – evidenzia Piazza – “e questo vale anche per le aree ex Piaggio“.

Infine, esprime soddisfazione per la gestione del patrimonio di trasferimenti di beni demaniali dal demanio statale al Comune: “Penso al sistema dei forti, alla Caserma Gavoglio al Lagaccio, ai magazzini del sale a Sampierdarena, erano buchi neri della città che ora sono fruibili dai cittadini”.

Un solo rimpianto, non poter vedere l’abbattimento dell’ecomostro del Nira in questo corso amministrativo.

Alla domanda se si candiderà alle prossime elezioni, non si sbilancia e si dichiara a disposizione del Partito Democratico. Dopo il no di Pippo Rossetti il PD incassa il “ni” di Piazza che sembrerebbe più disposto a una candidatura unitaria che a un confronto alle primarie.

Simona Tarzia

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