Articolo 1 Mdp, Scotto: “Matteo Renzi killer del Centro Sinistra”

Genova – Sono il deputato Arturo Scotto e il Presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi, a fare il punto sul perché e sul come ricostruire il Centro Sinistra.
Entrambi in Articolo 1 Mdp, durante l’incontro genovese organizzato ieri dal coordinamento provinciale del movimento, hanno chiarito i temi e le proposte che la nuova forza politica metterà in campo sia a livello nazionale che locale.

I governi passano, le istituzioni restano. È stata la lezione principale del referendum del 4 dicembre” esordisce Scotto, “abbiamo fatto una battaglia, qui c’è Stefano Quaranta che è stato uno dei protagonisti. Per me quella storia è chiusa, siamo oltre il sì e oltre il no. Il tema ora è ricostruire una posizione e un movimento di sinistra e dobbiamo farlo con tutte e con tutti. Ma qual è il punto di quella vicenda? È l’idea di trasformare il referendum in un plebiscito”, spiega con una punta di polemica, “legando il destino di un governo al destino di una costituzione. Questa fase è chiusa e su questa fase noi dobbiamo lavorare per radicare il nostro movimento”.

Incassa gli applausi della platea anche Enrico Rossi che annuncia: ”Dobbiamo riunificare il mondo del lavoro, perché è lì che dobbiamo ritrovare la nostra forza”.

Intende ripartire dagli ideali e dai valori della vecchia Sinistra Articolo 1, riportando al centro del dibattito politico la difesa dei diritti dei lavoratori, calpestati dal Jobs Act, orfani del compromesso tra capitale e lavoro, schiavi della flessibilità.

“Oggi il mondo del lavoro è molto frammentato” continua Rossi, e poi sul lavoro nero precisa che “la disoccupazione e il fatto che il salario non basta più, pongono in una condizione di disponibilità a qualsiasi tipo di attività lavorativa e fa sì che in tanti settori stia assumendo la forma prevalente. È lì che noi dobbiamo intervenire e ricostruire un sistema di diritti anche per il lavoro dipendente. Il sentimento del mondo del lavoro è che si è arretrati rispetto alle conquiste degli anni passati. Su questo bisogna ricostruirsi”.

Non poteva mancare una stoccata al Partito Democratico: “Pensiamo sia inadeguato a fare le cose che prima dicevo”, scandisce ancora Rossi, “ il PD nasce con un’altra idea in testa, in un altro tempo. Nasce con l’idea che l’economia, tutto sommato, così com’è va bene, guarda all’accettazione del mercato come risolutore di ogni problema nel medio periodo”. Chissà cosa ne pensa il segretario provinciale del PD genovese, Alessandro Terrile, anche lui presente tra il pubblico dell’incontro di Articolo 1…

È l’occasione giusta anche per mettere in chiaro la posizione di Articolo 1 sul caso Lotti: ”Emerge una commistione pericolosa nel rapporto tra istituzioni, Pubblica Amministrazione e mondo degli affari che, come sempre, ahimè, sceglie la strada parassitaria di un rapporto privilegiato con la politica”, denuncia Scotto, “la vicenda Consip ci racconta di un’Italia che guarda ancora indietro a vecchie pratiche” e conclude “è un contesto malato che rischia di allontanare ancora di più i cittadini dalle istituzioni. Lotti deve fare un passo indietro”.

Sul fronte delle amministrative genovesi, riparte dal referendum Stefano Quaranta che, in vista della scelta di un candidato unitario del Centro Sinistra, è convinto si debba guardare all’esperienza dei comitati referendari come a un “momento fondativo sia per i contenuti che per aver fatto incontrare tante persone sulla base della nostra Costituzione, io credo che dobbiamo ritrovare questa ispirazione” e sull’ipotesi Crivello aggiunge: ”Se si porterà avanti un gioco di squadra, le opportunità che quella candidatura offre saranno valorizzate”.

Simona Tarzia