Aggregazione Amiu-Iren: verso il voto. Intervista a Marco Castagna

Genova – Oggi e domani in Consiglio Comunale verrà discussa e votata la delibera di aggregazione Amiu-Iren Ambiente. Nel nostro “assurdo bel Paese” ormai tutto ciò che viene messo a votazione produce divisioni e tensioni. I motivi sono sempre gli stessi: paura di perdere il posto di lavoro, sospetti di “inciuci” finanziari, favori e clientele, insomma le solite cose di italiana mentalità.

È pur vero che basta iniziare una grande opera o qualsiasi altra operazione che preveda la circolazione di tanto denaro che all’improvviso compaiono le manette. Non sarà certamente questo il caso.

L’aspetto insolito della vicenda è che solo Iren ha risposto al grido di auto di Amiu e, considerando quanto è redditizio avere a che fare con i rifiuti, la cosa in effetti è parsa un po’ strana.
Anche alla magistratura che, dopo l’esposto dei consiglieri comunali Antonio Bruno e Gian Pastorino, ieri ha aperto un fascicolo d’inchiesta contro ignoti per abuso d’ufficio.

Ormai sono mesi che la delibera è in discussione. È già stata respinta una volta e questa amministrazione ha deciso di ripresentarla, forzando un po’ la mano e con il rischio di rimediare un’altra brutta figura.

Purtroppo questa importante votazione avviene in un momento di campagna elettorale e si rischia, in buona sostanza, che il voto sia influenzato da rendite di posizione, promesse per incarichi futuri e chissà quali altri meccanismi. Sembra siano già pronte liste di proscrizione per chi darà il voto “sbagliato”.

Ma a noi interessa farvi capire come vanno le cose, come la pensano tutti gli attori coinvolti e provare a fare un minimo di chiarezza in una materia che in Italia è fortemente normata ma altrettanto fortemente utilizzata per fare quattrini in modo illecito.

Dopo aver ascoltato i lavoratori di ULA, che hanno timore per il loro posto di lavoro, abbiamo raccolto le testimonianze delle associazioni ambientaliste, del consigliere Antonio Bruno, i pareri del consigliere delegato all’ambiente di Città Metropolitana, Enrico Pignone, e oggi abbiamo chiuso il cerchio con il Presidente di Amiu, Marco Castagna, di cui pubblichiamo la video intervista integrale.

Una lunga chiacchierata, durante la quale ci racconta della chiusura di Scarpino per esaurimento dei volumi autorizzati, a fine 2014.
Di come le gestioni precedenti stessero accantonando i fondi per la gestione post mortem della discarica in prospettiva di un fine vita previsto al 2049.
Degli oneri di chiusura, recupero ambientale e messa in sicurezza, che ammontano a 130 milioni di euro, mentre Amiu ne aveva allocati solo 20 milioni.
Dei tempi di costruzione degli impianti e di come cambierà il modello industriale dell’azienda in cinque anni.
Dei lavoratori, del loro sconforto e di come abbiano vissuto le vicende che hanno coinvolto l’azienda negli ultimi anni.

fp

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