Mia faza, mia raza

I partiti politici sono il male assoluto, i sondaggi non sono affidabili e le classifiche inattendibili. Un po’ come la vecchia abitudine di una certa informazione di enfatizzare un incidente incolpando la “strada maledetta” dimenticandosi di citare i guidatori stupidi. In sintesi, non esiste attività sociale negativa ma solo uomini disonesti.
Pochi giorni fa è uscita la classifica dei siti di news più seguiti a marzo per audience complessiva e organica, redatta da Primaonline. Le sorprese non sono mancate perché ci aspettavamo di trovare alcuni siti di informazione on line che dichiarano visite mensili mirabolanti. Anche qui nulla di nuovo quindi, le fandonie per vendere pubblicità fanno il paio con quelle per racimolare voti.
“Mia faza, mia raza”.
E di balle e promesse ne sentiamo tutti i giorni perché gli incontri tra candidati sindaco si sprecano, e perché è quasi divertente leggere candidature improbabili di gente che mira solo a sistemarsi. E attenzione, solo per il nostro bene!
Quando “entri lì” diventa difficile uscirne, capisci che c’è altro oltre il lavoro. Ti rendi conto che hai a disposizione un banchetto di legno pieno di fogli che non leggerai mai e dei pulsanti da schiacciare. E ogni volta che pigi decidi della vita di quelli che invece di andare al mare ti hanno dato la loro fiducia. E anche di quelli che al mare ci sono andati. Ci saranno giovani che non hanno mai, e dico mai, dovuto cercare un lavoro perché sono stati catapultati adolescenti nell’agone politico che per noi diventa spesso magone per la politica.

Insomma una pletora di politici rampanti, portaborse, ruffiani e mezze calze che promettono oggi di decidere domani quello che non succederà mai.
E proprio in questi giorni di campagna elettorale, nella non periferia di Genova, possiamo godere di olezzi vari di non sicura provenienza e senza colpevoli accertati.Perché noi nella diversità ci sguazziamo. In un bel sottofondo di puzza di merda che fuoriesce dal depuratore del percolato che si mischia alla plastica bruciata, all’odore di idrocarburi, a quello dell’inquinamento. Qui, nel Ponente riqualificato, le statistiche indicano un indice di mortalità nettamente più alto che in altre parti della città. Ci salva, in parte, la tramontana nel policentrico ponente perché porta le schifezze verso il mare. E pensare che ci sono quartieri del levante che non hanno voluto l’isola ecologica che, come si sa, è pulita e non inquinante. Come dire: perché fate qui questo scempio, quando a Ponente sono abituati e hanno un sacco di spazio?
Eppure in questi giorni si parla di legalità, sviluppo verso il futuro per un ritorno alla magnificenza del passato, di continuare a fare “buchi” senza risolvere il problema di cosa si tira fuori dai quei buchi.
Noi continuiamo a scrivere troppo per gli standard del web e pubblichiamo per intero gli interventi dei candidati. Non ci sono più alibi per chi sceglie di non informarsi.

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fp

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