Autisti AMT: un giorno di ordinaria follia

“È accaduto a Genova sul 270, la linea che collega Brin a Bolzaneto passando per Begato, verso le 18:10 di sabato 20 maggio, alla fermata di Via Maritano. Un utente, dopo essere sceso dal mezzo, attraversava la strada proprio  nel momento in cui l’autobus  ripartiva. L’autista bloccava prontamente il bus, mettendolo in sicurezza tirando il manettino. In tutta risposta l’uomo, già recidivo e in evidente stato di ubriachezza, cominciava a colpire il parabrezza con una bottiglia di birra che aveva in mano.
L’autista,  per tutelarsi, lo fotografava col cellulare mentre il parabrezza si rompeva sotto i colpi di bottiglia.
Nel tentativo di aggredire l’autista aggrappandosi al finestrino lato guida, l’aggressore strappava anche il devio luci per poi scappare in un momento di recuperata lucidità.  
Grazie alle immagini scattate con il cellulare, la Polizia, riconosciuto l’uomo, lo andava a prelevare a casa e veniva contattato anche il 118 per soccorrere una passeggera che, colta da malore, veniva portata in Pronto Soccorso. Il mezzo, ormai inutilizzabile, veniva fatto rientrare in rimessa“. 
 
Questa è la cronaca di un pomeriggio da autista AMT. Una vita professionale fatta di autobus vecchi, che prendono fuoco, a cui non funzionano i freni. Di utenti pericolosi, soprattutto nelle ore notturne. Di seggiolini che si staccano, come successe nel 2009, con la conseguenza di far finire il bus fuori strada.
La carenza nelle manutenzioni ha un pesante effetto sulla sicurezza dei lavoratori e dei passeggeri.
L’elenco dei casi di malfunzionamento delle vetture è veramente lungo, come lungo è  l’elenco dei correttivi da applicare che non sono mai stati messi in atto da una dirigenza che, senza tema di smentita, è inadeguata. 
 
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