Edilizia ERP, Fracassi: “La Regione ripensi la legge perché così è incostituzionale”

Imposizione di dieci anni di residenza continuativa in Italia, cinque anni di residenza all’interno del territorio di Città Metropolitana, non aver subito condanne penali.

Sono alcune delle novità che la Regione Liguria vorrebbe introdurre con la riforma della Legge regionale 10/2004 in materia di assegnazione e gestione del patrimonio di edilizia residenziale pubblica e della Legge regionale 38/2007 relativa all’organizzazione dell’intervento regionale nel settore abitativo, in discussione in consiglio lunedì prossimo.
“Siamo molto preoccupati – spiega Emanuela Fracassi, assessore del Comune di Genova alle Politiche della casa e Housing sociale – perché questa riforma pone condizioni di accesso che renderanno impossibile la partecipazione ai bandi ERP (Edilizia Residenziale Pubblica) per i cittadini che stiamo seguendo con i servizi sociali”.

Secondo uno studio Nomisma, le famiglie italiane che versano in una condizione di disagio abitativo, cioè dove l’incidenza dell’affitto sul reddito familiare supera il 30%, sono circa 1,7 milioni nel 2015.
Sempre nel 2015, Genova è la seconda città dopo Roma per numero di sfratti: uno ogni 317 famiglie. Mentre gli alloggi del Comune disponibili per l’accoglienza in emergenza abitativa sono 15.
“Stiamo facendo una seria valutazione di riprendere la gestione dei nostri 4.000 alloggi in casa comunale – precisa Fracassi – perché la convenzione con ARTE è scaduta e pensiamo di avere le competenze per gestire meglio tutta la partita delle riqualificazioni degli appartamenti, della manutenzione straordinaria, così come le politiche di assegnazione e la gestione dei rapporti con gli inquilini”.

L’idea è costruire una filiera che vada dall’emergenza abitativa, alla casa popolare, fino al canone agevolato, in modo più efficiente. “Intendiamo lasciare a chi verrà dopo una delibera di indirizzo – continua l’assessore – che dia il via al piano di fattibilità”.
Trovare una soluzione è davvero urgente perché l’offerta di case popolari, a Genova,è talmente inferiore rispetto alla domanda, che si riescono a soddisfare solo le emergenze.

“Questa è la testimonianza dell’attenzione che la coalizione progressista ha nei confronti delle politiche della casa”, sottolinea Gianni Crivello che, con l’assessore Fracassi, ha condiviso cinque anni di governo della città. Poi rilancia: “Condivido il progetto e sottolineo che non è una scelta che facciamo contro qualcuno (ARTE, N.d.A.) ma è per i nostri concittadini e per il nostro patrimonio immobiliare”.

Simona Tarzia

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