Boom di Fratelli d’Italia a Genova. Dialogo sul voto con uno spin doctor

“Ciò che sappiamo della nostra società, e in generale del mondo in cui viviamo, lo sappiamo dai mass media”.
Niklas Luhmann

“Banalmente? Ci siamo posizionati su un mercato esistente”. È schietto Antonio Savà, guru della società chiavarese di comunicazione politica ASAP Solution e spin doctor del nuovo Vicesindaco di Genova.
“Abbiamo dato delle risposte a chi faceva delle domande” continua mentre, in contemporanea, lancia un messaggio alla Sinistra: “Quando una campagna elettorale perde di argomenti e si va su valori divisivi come i partigiani e il fascismo, valori che nel 2017 tendono a spaccare, qual è il risultato? L’elettorato più interessato alla politica che a questioni valoriali divisive si allontana dall’urna”.

Come dargli torto?
I dati sull’affluenza al primo turno parlano di 7 punti in meno rispetto alle scorse amministrative del 2012 e persino Federico Fornaro, senatore di Articolo Uno MdP, non può fare a meno di rilevare che “se si allarga l’analisi ad un arco temporale di dieci anni ricomprendendo anche le comunali del 2007, i dati indicano chiaramente un “terremoto” di prima grandezza nel tessuto sociale e politico genovese che ha colpito in primo luogo il centro-sinistra. Tra il 2017 e il 2007, infatti, mentre il numero degli aventi diritto al voto passa da 523.000 a 491.000 con un decremento del 7,1%, quello dei votanti crolla da 323.000 a 238.000: meno 26,5%”.

C’è da chiedersi se la Sinistra si sia accorta di quanto sia cresciuto il peso delle dinamiche di opinione in ogni ambito della vita sociale, tanto più in quello elettorale, tanto più in un mondo reso globale anche dai social media

Antonio Savà certamente sì, e infatti ci spiega: “Abbiamo usato strategie semplici e presentato un’immagine della Destra completamente diversa da quella Storica, cioè l’immagine di una Destra Sociale. Questo mancava”.

Una strategia che ha fatto fare a Fratelli d’Italia un salto nella mischia della politica comunale genovese, impensabile fino a qualche anno fa.
A titolo di esempio: nel 2012 la Lega Nord, con il suo candidato Sindaco, Edoardo Rixi, raggiunse il 3,80%. Oggi, Fratelli d’Italia si assesta al 5,28%.

A questo punto, da bravo spin doctor,  mette sul tavolo la competenza: “In diciotto mesi di campagna elettorale non abbiamo mai fatto negative campaign (quello che gli americani chiamano mudslinging, N.d.A.) contro nessuno. Non abbiamo mai attaccato personalmente i nostri avversari. Semmai i concetti, la visione, la politica economica o sociale. Perché ci siamo concessi di fare questo? Perché avevamo argomenti, perché sapevamo benissimo cosa dire e come dirlo”.

Simona Tarzia

 

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