Dove lo metto non si sa… Peripezie del mercatino di corso Quadrio

Ma no, non esistono le periferie. Genova è policentrica!
Le riflessioni del Comitato Liberi Cittadini di Certosa sull’ipotesi di spostare il mercatino di corso Quadrio in Valpolcevera:

«Le mezze notizie apparse sulla stampa sull’ipotesi di spostare il mercatino di corso Quadrio in Valpolcevera, agitano gli animi.
Crediamo che il problema non sia la collocazione del mercatino in sé, ma il concetto di città e di integrazione che ci sta dietro.

Una parte di città, quella residenziale e turistica, deve essere curata, fornita di servizi, ricca di iniziative culturali e ricreative, e non deve essere deturpata da immagini non appropriate.
La legge sul decoro, i numeri chiusi per impedire l’accesso ai turisti del panino nei centri storici e nelle spiagge libere, servono a nascondere a residenti, turisti danarosi e attività che si pregiano di un profilo di alto livello, la povertà. E non danno fastidio solo i migranti e i mendicanti, danno fastidio anche le tante persone e famiglie che vanno in spiaggia col pranzo al sacco o che si spostano in economia.

E siccome bisogna nascondere che, in questa come in tutte le città, ora più che mai esistono le persone con pochi mezzi, i cittadini di ogni colore che faticano a mettere insieme il pranzo con la cena e i poveri assoluti, li mandiamo nei quartieri popolari che ricchi non sono di certo, ma sono abituati a vivere in mezzo ai cantieri, ad essere privati dei servizi, ad avere scarsa pulizia e manutenzione.

Noi non siamo contro il mercatino, che è legale e controllato (inserito all’interno del Progetto Chance, N.d.R.), forse più di altre attività, ma vogliamo che anche gli abitanti della Valpolcevera possano vivere in un ambiente sano, bello, curato, fornito di servizi e attrattive e che ogni quartiere di Genova abbia le stesse attenzioni del centro e delle zone residenziali.
Vogliamo che i problemi non si nascondano ma si risolvano, perché l’integrazione si può fare rispettando i diritti delle persone, perché la povertà non è una malattia, ma l’effetto di una crisi che continua a creare nuovi poveri e che, a Genova, è pesante.
Quindi noi chiediamo all’amministrazione che si impegni ad eliminare la povertà creando lavoro pagato dignitosamente, che si impegni a investire in quelle periferie che tanto hanno dato e danno alla comunità perché i cittadini hanno gli stessi diritti e non devono esistere abitanti di serie “a” e di serie “B”.
Noi crediamo che il mercatino di corso Quadrio abbia diritto di esistere, e debba avere una sede vicina alla sua storica collocazione, non perché non lo vogliamo ma per consentirgli di proseguire un percorso felicemente iniziato, inserendo anche all’interno attività di aggregazione e confronto culturale che facilitino la conoscenza e la convivenza».

Aggiungiamo noi: il nuovo Sindaco ha parlato di tre zone possibili dove ricollocare il mercatino e confermato gli incontri con i rispettivi municipi per verificarne la fattibilità.
Non ha fatto nomi perché questo, sempre secondo il Sindaco, potrebbe far fallire tutto il progetto. Potremmo metterci la mano sul fuoco, visto come vanno le cose nella nostra città policentrica, che una di queste altre zone è Cornigliano…