Morire all’alba della vita: lo sballo del venerdì raccontato dai medici in prima linea

Le domande senza risposta sembrano ormai essere una parte profonda del nostro percorso di vita. Intendo non solo come genitori ma come individui, come animali sociali.

Morire a sedici anni, infatti, non ha un perché. O forse sono io che non riesco a trovarlo.
Servirebbe un bisturi per le anime, che mettesse a nudo una buona volta le illusioni, i fallimenti, i compromessi e le aspettative di queste giovani generazioni.
Forse così potremmo esplorare i nostri figli, il divenire delle loro ossessioni dove i sentimenti sono cavalli selvaggi che non si riescono a domare e si trasformano nell’urgenza dello sballo per non pensare alla battaglia quotidiana dell’esistenza.
Perché ogni viaggio inizia come una fuga dal mondo.

L’intervista a Paolo Cremonesi, Direttore del Pronto Soccorso dell’Ospedale Galliera di Genova, è dedicata a noi genitori, per comprendere prima che sia troppo tardi.

Simona Tarzia

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One thought on “Morire all’alba della vita: lo sballo del venerdì raccontato dai medici in prima linea

  1. Grazie per essere sempre “sul pezzo”; mi pare che essere adolescenti sia sempre più complesso e di conseguenza anche l’essere genitori. Forse la fiducia nei nostri figli è la sola cura?

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