Dialoghi sulla città. Parte seconda: riqualificazione urbana e resilienza

Genova – In questo mese d’agosto #fivedabliu ha dato il via a un ciclo di incontri con l’architetto Mauro Marsullo, con l’idea che parlare di riqualificazione urbana sia inutile se viene tralasciato il discorso sociale, antropologico e psicologico che connota la città e i suoi abitanti.

La città è fatta di persone che vanno, perché no, anche educate al bello, in modo che possano percepire il territorio come uno spazio fisico da difendere e la città come un bene comune.
Ma quando le scelte urbanistiche si subiscono, quando la Pubblica Amministrazione ragiona per stereotipi seguendo solamente lo strumento della variante urbanistica, si innesca un processo di delegittimazione del cittadino che porta al degrado.
Perché l’identità negata è essa stessa degrado.
L’antidoto potrebbe essere la democrazia partecipativa, quella venduta un tanto al chilo nei discorsi elettorali.

Un dibattito sulla città e il suo destino, dunque, che nella puntata di oggi affronta il tema della resilienza e dove si vuole far presente il senso negativo del termine “adattamento” in base all’analisi dei suoi prodromi. Cioè: sono sempre le follie del metabolismo di questa società industriale che portano l’uomo, la città, gli ecosistemi, a dover esprimere una resilienza.

Simona Tarzia
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Per ascoltare gli altri dialoghi:

Dialoghi sulla città, parte prima. La rilettura della città come sistema organico.
Dialoghi sulla città, parte terza: il degrado. Come si genera, come si interviene.
Dialoghi sulla città, parte quarta. Mobilità e discriminazione.