Barnaba, diario di un tranviere

MA SE GHE PENSO… CHE HAI 120 ANNI!

Genova “Ma se ghe penso alôa mi veddo” la Funicolare che bella e lucente si arrampica su verso il Parco delle Mura. Una linea retta che in 12 minuti, ed alla “folle” velocità di 6 mt. al secondo, collega il cuore pulsante di Genova con il suo antico sistema difensivo, quei forti che dall’età napoleonica rappresentano il primo e più esterno baluardo a sua difesa, regalando ai suoi passeggeri, una volta giunti al ‘Castellaccio’, una visuale superba della Superba.

“Ma se ghe penso” che questo impianto di risalita ha già 120 anni… E allora auguri Funicolare Zecca-Righi, che sei entrata in servizio nel lontano 1897 per volontà di un imprenditore foresto, un albergatore elvetico che volle donare a Genova la sua ‘visione’ di se stessa dall’alto, così che potesse compiacere indigeni e turisti.
Auguri Funicolare, che in occasione dei tuoi 120 anni, hai dato la possibilità a politici locali e dirigenti Amt di farsi fotografare, fieri di te, pronti nel ricordare le tue origini, a parlare di futuri collegamenti ferroviari tra Genova e Zurigo, a stringere un simpatico gemellaggio con l’altra funicolare (quella che collega Lucerna col monte Rigi) che ti ha dato il suo nome.

Buon compleanno, cara Funicolare, che nella “vision” del vice sindaco Balleari, hai davanti un futuro luminosissimo, che trasporti 500.000 passeggeri l’anno come dice il DG pro tempore Stefano Pesci, al quale suggerisco umilmente di correggere questo dato dal sito dell’azienda, che riporta ancora quello di un milione di passeggeri.

Sì perché, nonostante che tutti noi genovesi, ed io per primo, che tra l’altro sono anche un dipendente di Amt, amiamo moltissimo questo storico impianto, non possiamo esimerci dall’andare oltre la mera operazione di “stùcco e pitûa fàn bèlla figûa” che è stata messa in piedi giovedì scorso. Al di là della spolverata alle vetture, alle bandierine garrule, allo spettacolino in costume, al “Ma se ghe penso” a tutto volume ed alle dichiarazioni più o meno di facciata delle autorità presenti, gli utenti in generale e noi tranvieri in particolare, sappiamo che la realtà che c’è sotto questo superficiale make-up, è drammaticamente diversa, ed è fatta di continui allerte guasti.
Sappiamo che i problemi più frequenti sono legati alle porte, in quei così detti “consensi di chiusura”, legati ai rulli che spesso si spaccano, all’elettronica di bordo che  si inchioda determinando il blocco del veicolo, ai cicalini antincendio che suonano senza sosta e senza motivo, al malfunzionamento dei pantografi, alla rottura delle funi, al malfunzionamento dei monitor di controllo (che spesso sfarfallano, quando va bene, altrimenti non sono altro che un quadrato blu). E che sono questi i motivi che comportano continui ritardi e corse saltate. Sappiamo che ultimamente, a causa dello sfilacciamento del trefolo di una fune, per sicurezza si è dovuta diminuire la velocità di linea.

In tutto questo delirio, però, un particolare encomio va fatto al grande lavoro svolto dagli operai addetti alla manutenzione che a causa di una mancanza cronica di strumenti e materiali adeguati tanto che MacGyver impallidirebbe,  ogni giorno fanno dei veri e propri miracoli bypassando tutte le grane con metodologie certe volte di fortuna, altre improvvisate.

“Ma se ghe penso” che hai 120 anni, non posso altro che dirti, con una punta di maleducazione, che cara mia Funicolare, li dimostri tutti, e proprio perché noi genovesi ti vogliamo bene, speriamo che Stefano Balleari abbia veramente la capacità di donarti quel grande futuro di cui parla, magari cominciando a valorizzarti come meriti. Te lo auguro di tutto cuore.

Un abbraccio a tutti Voi, cari utenti, dal Vostro Tranviere Amt Barnaba

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