Mi ricordo… di Andrea Canepa

Mi ricordo

Mi ricordo che adesso spesso mi sposto da una stanza all’altra, per fare che cosa… non ricordo.

Mi ricordo il mio Maestro.

Mi ricordo la foto dell’omicidio di Alessandro Floris.

Mi ricordo Genoa-Lecco, c’ero anch’io – SANDOKAN.

Mi ricordo i viaggi per la vacanza estiva al Devero sulla “settecinquanta” di mio papà, sul sedile dietro schiacciato tra le valigie, le altre erano fasciate nel nylon sul portapacchi perchè una “ramata” d’acqua la beccavi quasi sempre. Non c’era la radio in auto e si cantavano le canzoni di montagna o mia mamma mi faceva dire le tabelline.

Mi ricordo il deflettore anteriore aperto e le file di pioppi che scorrevano interminabili dal mio finestrino… era estate ma non ricordo di aver mai sofferto il caldo.

Mi ricordo l’immancabile bottiglia d’acqua per rabboccare il radiatore della “settecinquanta” nei viaggi lunghi.

Mi ricordo la visita annuale al Salone dell’Auto di Torino per vedere le novità e la caccia ai depliant.

Mi ricordo il periodo della mania degli “adesivi”.

Mi ricordo il 1 Maggio del 1987 l’espressione di mia mamma da dietro il vetro della 131 di un amico che mi ha portato di corsa al Pronto Soccorso di Nervi.

Mi ricordo le canzoni degli Squallor suonate in auto dal mangiacassette.

Mi ricordo “WANTED”, la sigla del nostro programma a Radio Bogliasco.

Mi ricordo di aver suonato di sera all’anziana vicina di casa al piano terra. Prima di una vacanza con i miei genitori mi era volato dalla tasca della giacca il diario di scuola che volevo lasciare alla mia ragazza di allora ed era caduto nel suo giardino.

Mi ricordo i 5 piani di scale fatte al volo con il cuore in gola, per rivedere la mia ragazza di allora dopo l’ultima vacanza da adolescente con i miei genitori. Mi ricordo il suo profumo prima ancora di arrivare nel portone e l’emozione di vederla nell’abitino estivo di jeans e i “sabot” in cuoio (di Fiorucci?) ai piedi.

Mi ricordo che la mia ragazza di allora è la mia compagna della vita, e non vorrei aver avuto altro che lei.

Mi ricordo quando ci hanno messo in braccio nostro figlio.

Mi ricordo che quando ho acquistato la moto a 35 anni mia mamma, che ne era terrorizzata, non mi ha parlato per 3 giorni.

Mi ricordo quando siamo rimasti tutti e due senza il lavoro.

Mi ricordo quell’odore forte da refettorio di minestrone un pò acido, che sentivo nell’atrio quando partecipavo al torneo estivo di calcio all’Istituto.

Mi ricordo a Pino Soprano l’odore del sapone di Marsiglia delle lenzuola lavate ai “Treuggi”.

Mi ricordo che mi piace la focaccia. La volevo quando la vedevo nella vetrina del panificio in Piemonte dove andavo con mia zia, ma era dolce. Lei la comperava, io strillavo che non mi piaceva e non la mangiavo, lei la lavava e io non la mangiavo ugualmente.

Mi ricordo le estati in barca a vela e giocare a calcio sulla battigia quando in spiaggia non c’era più nessuno e poi andare a comperare i krapfen da Romano.

Mi ricordo le partite a calcio in piazza sotto le panchine.

Mi ricordo il titolare del bar dalla stazione che ci portava a giocare sul campo a 11 e mi sentivo al Maracanà.

Mi ricordo l’ansia da bambino alle gare di judo, mentre aspettavo che mi chiamassero sul tatami.

Mi ricordo l’orale della maturità. Uscito dall’aula ho fatto un salto che mi è sembrato di toccare il soffitto.

Mi ricordo la foto orribile della patente di guida, fatta il giorno del diciottesimo compleanno alla macchinetta della Stazione di Nervi per iscrivermi all’Autoscuola il giorno stesso.

Mi ricordo che mio figlio si “irrita” quando a un discorso lego le parole di una canzone.

Mi ricordo di aver letto di recente che forse la coscienza sopravvive …. magari anche i ricordi!