Dimmi su cosa viaggi e ti dirò cosa rischi

Genova – L’assessore alla mobilità Stefano Balleari, a inizio ottobre, dichiarava che saranno 25 i nuovi bus che arriveranno entro la fine dell’anno e altri 82 entro il 2018, che si aggiungeranno a quelli arrivati nel 2016.
Ottimo! Grandi! Dunque il problema mezzi vetusti è risolto.
Basta disservizi! Basta vetture mestamente ferme a bordo strada, con le quattro frecce e la scritta FUORI SERVIZIO! Basta utenti affumicati da bus alla brace! Basta gente che usa il Tpl modello Spa per fare la sauna estiva! Basta a corse che sembrano giri sul Tagadà del luna park di Piazzale Kennedy! Problema risolto!…
O no?!?!?
Beh, mi spiace fare il guastafeste, ma delle 762 vetture che avremo a disposizione dalla fine del prossimo anno, 562 saranno comunque quasi da buttare via e per varie cause: vetustà, mancanza di manutenzione ordinaria (causa assenza officine), strade dissestate, ecc…
Scendiamo meglio nel dettaglio ed esaminiamo rapidamente i potenti mezzi Amt a disposizione della cittadinanza.

43xx[1] Iveco.
Sono i bus più vecchi, hanno 27 anni, ormai sono spremuti, anche se tenuti bene, ottimo motore, elettronica quasi assente (motivo di tanta resistenza). Ma in una città impegnativa come Genova, hanno ormai il fiato corto e molti problemi soprattutto per quanto riguarda le sospensioni e la ripresa.
86xx Iveco.
Alcune sono già state demolite, altre sono in attesa di esserlo (giacciono al cimitero di Bolzaneto), hanno ormai una quindicina di anni (più del doppio della media europea, che si aggira sui sette anni). Nonostante una buona meccanica, un buon sistema frenante e una buona manovrabilità, purtroppo i frequenti problemi elettrici, elettronici e di impianto di aria condizionata, le rendono quasi giunte al ‘capolinea finale’.
87xx Scania.
Scarsa manovrabilità, soprattutto su linee come il 17 e il 42, dove si è impegnati in manovre sullo stretto e, cosa grave, mancanza di pedane per disabili, in compenso sono dotate di un buon motore. Purtroppo su quelle che hanno problemi di impianto di aria condizionata (e sono molte), il rischio collasso estivo è una quasi certezza. Anche loro ben oltre la media europea, hanno almeno una decina d’anni.
45xx Breda Menarini.
Sono una tragedia, malissimo le sospensioni, rumorose e perdono aria dai serbatoi più di Tognazzi nel “Petomane”. Le marce sono tirate e strappano. Quelle che hanno il numero sociale dal 50 in su, hanno pessime sospensioni e il motore fallato, il cambio va troppo lungo e in caso di frenata si rischia di dover premere troppo a fondo. Non si contano i soccorsi giornalieri su queste vetturebche superano ormai i quindici anni.
46xx Breda Menarini.
Sono vetture nuove, hanno il posto guida piccolo e il vetro divisore della porta autista che si sovrappone con quello longitudinale, impedendo la corretta visuale sulla destra. Buon motore, ma come sulle sorelle maggiori (le 70xx), la frenata è impegnativa.
70xx Breda Menarini.
Buon motore, potente e, si spera, affidabile. Abbastanza manovrabili. Temo però che i restanti aspetti positivi, tipo le buoni sospensioni e il buon impianto di aria condizionata, siano tali solo perché nuovi. Ora veniamo agli aspetti negativi, il riscaldamento è rumoroso e mal direzionato, la visibilità pessima a causa del posto guida troppo basso e della conformazione delle gobbe laterali che salgono, invece di scendere, ai lati del parabrezza. Quest’ultimo poi si incurva ai lati rendendo impossibile ai tergicristalli di pulirli a dovere. Il piantone dello sterzo è troppo largo, rendendo scomoda la seduta dell’autista. Scarsa capienza, dovuta ai troppi posti a sedere (24 contro i 20 di bus più grossi). La frenata tende ad inchiodare. In attesa che le nuove siano migliorate (si spera), segnaliamo infine che questi bus si distinguono per una bassa qualità dei materiali e di un assemblaggio veramente pessimo (basti pensare che molte parti della carrozzeria sono incollate). Prevedo una autodistruzione attorno ai quattro/cinque anni.
88xx seconda serie Breda Menarini. 
Quelle che hanno il numero sociale che va dal 51 al 75, hanno uno sterzo diverso da quelle della prima serie, risultano più manovrabili, ma con gli ammortizzatori più duri e il motore meno performante. Inoltre il vetro del parabrezza, continua sul finestrino, rendendo la struttura più fragile in caso di impatto. Meglio la prima serie, che ovviamente sarà sostituita 39xx Iveco che sono vetture buone ma ormai vecchie, avendo più di quindici anni, e ormai usurate e malconce. Molte saranno sostituite dalle 70xx.
46xx modelli vecchi Breda Menarini.
Come le sorelle maggiori (le 45xx), fanno veramente schifo. Come sospensioni sono rumorose ed hanno il cruscotto che si muove con lo sterzo.
90xx Breda Menarini da 18 metri.
Sono la versione extra delle 45xx, definirle ‘pacco’ sarebbe un complimento, spesso hanno problemi di sospensioni ed il carrello è troppo basso. Buona frenata, buona visibilità e buon motore. Hanno vent’anni e si vede.
Spesso si rompono (se per caso vi capita di vedere un diciotto metri fermo in attesa di soccorso date un occhiata al numero sociale, vedrete che è una 90xx).
91xx Man da 18 metri.
Alta cilindrata, buone vetture, sono però arrivate usate di quindici anni dalla Svizzera. Qui da noi dureranno molto poco.
92xx Irisbus Cityclass da 18 metri.
Hanno molti difetti, su tutti il fatto che alle alte temperature si surriscaldano a causa di un radiatore troppo piccolo, e seri problemi di frenata (molti di questi, sono stati rimpiazzati dall’usato sicuro elvetico).
93xx Van Hool da 18 metri. 
Eredità dei francesi si Transdev (alla guida di Amt dal 2005 al 2010), sono le vetture migliori. Ottimo posto guida. Ottimo sterzo. La prima serie, dotata di motore MAN, la seconda serie di motore DAF. Guida rilassante, i freni funzionano bene, anche se un po’ lunghi sulle velocità un po’ più sostenute. Come qualità e finiture sono le migliori (si pensi alla carrozzeria in acciaio inossidabile).
94xx Solaris da 18 metri.
Bus polacchi semplici ma dalla buona struttura e qualità. Motore DAF, buona manovrabilità e buone sospensioni (anche se un po’ rumorose).
86xx Iveco Cursal.
Evoluzione – involuzione delle 86xx già descritte, portano in più in dote problemi di elettronica e chiusura porte molto lenta e problematica. Alcune sono già state demolite.
48xx Breda Menarini.
Vettura piccolina con due porte. Scomode ed ormai scoppiate, tendono a surriscaldarsi.

Infine abbiamo le vetture piccole, le 51xx (due porte) e le 52xx di Autodromo (azienda ormai fallita, poi prodotte dalla Rampini), le 53xx (due porte) e gli ELFO (elettrici) prodotte dalla Cacciamali, hanno tutte una anzianità che si aggira tra i dieci e i quindici anni e sono usate per le linee collinari e all’interno dell’ospedale S. Martino, sono bus decenti anche se tendono a strappare un po’. Hanno un posto guida un po’ ristretto e la tendenza a surriscaldarsi.

Ecco qua! Quadretto sconfortante nevvero?
E non potrà che peggiorare. Per due motivi. Il primo è che le gare di acquisto che vengono fatte per comprare le vetture, sono al ribasso e in sede di capitolato (ovvero di modifiche da apportare, per adeguare al meglio al contesto che le circonderà una volta in servizio) paiono non esserci né la volontà, né la capacità, né la conoscenza necessarie. Il secondo motivo è insito nella manutenzione che è di scarso livello, soprattutto a causa di una mancanza ormai cronica di un polo manutentivo, che costringe gli operai a lavorare nelle rimesse, rinunciando di fatto alle manutenzioni programmate ed esternalizzandone una gran parte. Con queste premesse, difficilmente il Tpl metropolitano riuscirà a raggiungere i livelli di standard europei, con evidenti ripercussioni negative sulla vita dei cittadini, degli utenti e dei dipendenti. Cosa alquanto poco smart. Restiamo comunque in attesa di un miracolo.

Nel frattempo un abbraccio a tutti Voi, cari utenti, dal Vostro tranviere Amt Barnaba 

[1] Questo si chiama Numero Sociale. Al posto delle due x è inserita una cifra che identifica l’autobus specifico.