Reddito di Inclusione: annunciate nuove risorse per rendere la misura universalistica da maggio 2018 – I requisiti e l’iter da seguire

Dal primo dicembre i genovesi, in possesso dei requisiti previsti dal Governo, potranno fare domanda per usufruire del Reddito di Inclusione, una misura concreta di contrasto alla povertà e all’esclusione sociale. Mancano pochi giorni e dunque si attende che il Comune informi al più presto su quali saranno i punti di accesso per presentare le domande. 
Spetta al Comune, infatti, la raccolta delle richieste e la trasmissione  all’INPS che poi avrà 5 giorni per rispondere. Se l’esito è positivo, l’aiuto economico arriverà il mese successivo a quello dell’approvazione.
L’inizio delle erogazioni è previsto per il 1 gennaio 2018.

I REQUISITI
In un primo tempo la misura avrà carattere categoriale nel senso che non sarà sufficiente “essere poveri” ma si dovranno soddisfare alcuni requisiti cosiddetti “familiari”. Infatti i beneficiari saranno individuati tra i nuclei con figli minori, figli con disabilità, donna in gravidanza e componenti disoccupati che abbiano compiuto 55 anni.
A partire da maggio 2018 lo strumento del REI sarà esteso e diventerà universalistico. Questo significa che per accedervi saranno richiesti soltanto i requisiti di residenza ed economici (valore ISEE non superiore a 6.000 Euro).
Nella Finanziaria la misura relativa al REI è crescente e arriverà, dall’attuale 1miliardo e 700 milioni di Euro, a 3miliardi e 600 milioni di Euro stanziati al 2020.

– Un esempio concreto: una famiglia di 4 persone con valore ISR, l’Indice della Situazione Reddituale, inferiore a 3.000 Euro riceverà circa 16.000 Euro l’anno. Questo per 18 mesi. Il REI è rinnovabile ma, tra la conclusione e l’inizio di quello successivo, dovranno trascorrere almeno 6 mesi – 

Altro requisito di accesso inderogabile è l’impegno del richiedente a sottoscrivere un progetto di inserimento lavorativo personalizzato.
L’obiettivo ultimo del REI, infatti, è aumentare l’occupabilità e aiutare il reinserimento sociale. Per fare ciò, sono previsti finanziamenti indirizzati alla rete dei servizi, 270 milioni di Euro per i Comuni e per i Centri per l’impiego che consentiranno una politica di sistema volta ad incrementare gli operatori e a costruire reti tra operatori sociali, socio-sanitari, Centri per l’Impiego e formazione professionale.

LA CARTA REI 
L’erogazione dell’aiuto, per la parte del beneficio economico, sarà effettuata su una carta di credito prepagata e ricaricabile ma solo la metà dell’importo potrà essere prelevato in contanti. Il resto andrà speso presso gli esercizi convenzionati.

I dati dei destinatari si intendono a livello nazionale

L’INCONTRO INFORMATIVO ORGANIZZATO DAL PD A TURSI
“No alla povertà. Sì al lavoro e alla dignità attraverso il ReI”. 
È questo il tema dell’incontro organizzato ieri, nel salone di rappresentanza di Palazzo Tursi, dal Gruppo PD in Consiglio comunale a Genova, in collaborazione con il Gruppo PD in Regione Liguria.
Per illustrare le caratteristiche di questo nuovo strumento di politica sociale introdotto dal Governo Gentiloni (QUI il testo del DECRETO LEGISLATIVO 15 settembre 2017, n. 147 “Disposizioni per l’introduzione di una misura nazionale di contrasto alla povertà”) si sono avvicendati, coordinati da Cristina Lodi, esperti di welfare locali e nazionali come Stefano Sacchi e Giovanni Lattanzi.

Focus sul welfare di Stefano Sacchi, presidente INAPP

I numeri della povertà in Liguria, di Giovanni Lunardon

CON QUALI STRUMENTI RENDERE DAVVERO ATTIVO IL SERVIZIO DI INSERIMENTO AL LAVORO?
All’incontro ha partecipato anche Federico Vesigna, segretario generale CGIL Liguria, che ha proposto di allargare al sistema degli appalti pubblici, sotto il milione di Euro, e ai bandi per i fondi europei sull’efficientamento energetico del patrimonio pubblico, l’obbligo di assumere lavoratori del settore inseriti nel REI, come già sottoscritto dai sindacati stessi con la Regione per gli interventi contro il dissesto idrogeologico.
In questi casi, infatti, sono stati previsti punteggi maggiori per le aziende che partecipano ai bandi per i fondi FESR sul dissesto idrogeologico e che hanno assunto lavoratori svantaggiati.

Giovanni Lattanzi sui servizi

LE CONCLUSIONI DI PIPPO ROSSETTI

Simona Tarzia

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