Ladisa come Ryanair: i lavoratori esasperati non possono neppure esprimere il dissenso. Sciopero revocato per cavilli interpretativi

Siamo al parossismo.

Ieri avreste dovuto leggere un comunicato stampa sulle ragioni dello sciopero che le lavoratrici e i lavoratori dipendenti della ditta Ladisa, operanti presso le mense scolastiche del Comune di Genova, si apprestavano a effettuare a causa di gravissime inadempienze messe in atto ormai da tempo dalla stessa.
Pur dispiaciute all’idea di arrecare un disagio alle famiglie e ai loro piccoli utenti, il clima di estrema frustrazione tra le cuoche, le addette mensa e gli autisti non era più sostenibile. Straordinari forfettizzati dall’azienda applicati unilateralmente, corsi sicurezza e Haccp (corsi sulle norme igieniche e di sicurezza alimenti)  non retribuiti, assicurazione sanitaria contrattuale non riconosciuta, che per i contratti turismo è il Fondo Est. Tutto questo aggiunto a una situazione già estremamente precaria e sempre più complessa e problematica che coinvolge tutta la ristorazione scolastica del nostro Comune.

E allora, dopo aver aperto lo stato di agitazione con il conseguente blocco degli straordinari, le Organizzazioni Sindacali di categoria, insieme alle rappresentanze sindacali aziendali e sotto indicazione dei lavoratori, hanno deciso unitariamente di manifestare il dissenso con la conseguente dichiarazione di sciopero in data 13 dicembre per effettuarlo il giorno successivo.
Convinti nel merito della legittimità delle nostre azioni, non solo territorialmente ma anche a livello nazionale, siamo andati avanti tranquillizzando i lavoratori: “Non lasciatevi intimidire!”.

Ciò che è accaduto nel pomeriggio del 13 è stata una doccia fredda per tutti: la Commissione di Garanzia ha trasmesso alle OO.SS. una comunicazione “si invitano le Organizzazioni sindacali proclamanti a revocare immediatamente l’azione di sciopero, dandone tempestiva comunicazione anche alla Commissione, dando orientamento al rispetto delle procedure indicate dalla Legge 146/90” inserendo quindi il servizio di Ristorazione Scolastica tra i Servizi Pubblici Essenziali a cui quella legge si riferisce per regolare il diritto di sciopero.

Tutto sta diventando oggetto di interpretazioni e su questi argomenti non è ammissibile, nonostante l’indirizzo diffuso nel non applicare la 146/90 per i servizi in oggetto.

La decisione di non effettuare l’iniziativa di sciopero è stata discussa e poi presa unitariamente dalle Organizzazioni Sindacali all’unico scopo di tutelare i lavoratori da possibili sanzioni e di proteggerli da eventuali comportamenti intimidatori tenuti dalle aziende nei loro confronti. Ma non finisce certamente qui. Oltre a denunciare pubblicamente il comportamento tenuto dall’azienda, che viene reputato antisindacale e lesivo dei diritti dei lavoratori, ci riserveremo di agire nei tempi e nelle modalità consentite dalla legge nei confronti della ditta.

Con amarezza constatiamo ancora una volta che a rimetterci sono sempre i lavoratori, stritolati tra burocrazia, interpretazioni legali, “orientamenti” giuridici e ricatti costanti dei datori di lavoro; per questo continueremo a stare al loro fianco mettendo in atto tutte le azioni possibili per tutelarli e far sentire la loro voce.

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