Scorpori di ramo d’azienda, tagli agli stipendi ed esuberi: i lavoratori Ericsson non accettano “lo spezzatino” e tornano in sciopero

Genova – Ericsson presenta l’ennesimo Reduction Plan che sarà operativo dal 2 gennaio prossimo quando, usando lo strumento dello scorporo di ramo d’azienda, 515 lavoratori in tutta Italia (25 solo a Genova) verranno ceduti senza garanzia di un futuro alla nuova società Exi, un contenitore per poter meglio licenziare” si legge sulla pagina dell’RSU Roma, al 100% Ericsson ma con un nome diverso.

150 di loro, circa il 30%, sono già stati dichiarati in esubero.
Per gli altri è stato prospettato un abbattimento del salario pari al 33% tra diretto, indiretto, permessi e assicurazioni.
Non solo: in barba al passaggio a parità di contrattazione previsto per legge, si voleva stipulare un accordo d’ingresso, quindi un accordo sindacale a tutti gli effetti, che prevedesse il taglio netto delle 12 giornate di permessi annui retribuiti, i cosiddetti PAR disposti dal Contratto Collettivo Nazionale del Lavoro.
La giustificazione? Abbassare il costo del lavoro.

Tutto questo mentre i genovesi colpiti dall’ultimo licenziamento sono ancora a spasso, mentre si allontanano i fondi per le aree di crisi non complessa, tagliati dall’ultima finanziaria, e mentre latita anche il Presidente della Regione, Giovanni Toti, che venerdì scorso ha disertato l’ultimo inutile tavolo di confronto.

Ne abbiamo parlato con Massimo Della Giovanna, dell’RSU Ericsson Genova, durante lo sciopero che questa mattina ha visto un gruppo di lavoratori presidiare le antenne del segnale mobile, sulla collina di Erzelli, simbolo del lavoro scorporato e deprezzato da Ericsson.

Simona Tarzia