Code ai Pronto Soccorso: le difficoltà delle Pubbliche Assistenze

Genova – In questo scorcio di fine anno l’emergenza dei pronto soccorso genovesi continua e il picco dell’influenza previsto a gennaio preoccupa non poco chi, tutti giorni, deve assistere i genovesi in difficoltà.

Le 59 pubbliche assistenze dell’area metropolitana genovese sono in affanno, sopperiscono sempre di più al servizio di guardia medica che evidentemente non copre tutte le richieste di soccorso, telefoni in tilt, linee sempre occupate, qualcosa non funziona.
Molte persone probabilmente non farebbero ricorso alle cure ospedaliere se il filtro che dovrebbe limitare gli accessi agli ospedali e contenere i ricoveri funzionasse a regime. Chi non riesce a raggiungere telefonicamente i medici, si rivolge alle pubbliche assistenze che ininterrottamente trasportano i malati nei pronto soccorso oramai intasati.

Le ambulanze bloccate davanti agli ingressi dei tre più importanti nosocomi genovesi, San Martino, Galliera e Villa Scassi formano lunghe code e i pazienti, una volta trasportati all’interno dei pronto soccorso, attendono in media 4 ore prima di essere visitati. Rimangono sulle barelle delle stesse autoambulanze le quali, prive del supporto, diventano inutilizzabili costringendo i militi ad attendere negando così la possibilità di effettuare altri servizi già programmati come, per esempio, il trasporto dei 24 pazienti assistiti dalla Croce Bianca Genovese che necessitano della dialisi ogni due giorni, e gli anziani che devono essere accompagnati alle terapie negli ambulatori medici.

Abbiamo chiesto al presidente della Croce Bianca Genovese, Walter Carrubba, di raccontarci come la pubblica assistenza che dirige da più di vent’anni sta affrontando queste ore:

Claudio Meschini, autista della Croce Bianca Genovese dal 1998, ci ha spiegato le difficoltà che ha incontrato la notte dello scorso 28 dicembre:

Giulia Danieli