Benvenuto 2018: chi mal comincia non può che peggiorare

Dal primo gennaio 2018 oltre ad acquistare la frutta dovremo spendere per il sacchetto biodegradabile.
Evviva, finalmente stiamo pensando al pianeta! 
Poi, riflettendo bene, ripenso a tutti quei cibi confezionati in poco ecologiche confezioni di plastica, vaschette e contenitori vari come, ad esempio,  quelli usati per le (orrende) merendine in pacchi multipli confezionate una ad una o utilizzate per  i formaggi morbidi e che rimarranno nelle nostre vite per qualche secolo.
Addirittura in alcuni supermercati sono in vendita razioni monouso per single, ovviamente con imballo in plastica, che diventeranno milioni di tonnellate di rifiuti non biodegradabili che i meno attenti getteranno nell’indifferenziata.
Sulla scia del malcontento dei consumatori, qualcuno ha anche sottolineato che la Coop avrebbe avuto dei vantaggi economici importanti dall’attuazione di questa legge. Ma la teoria cozza con la decisione di Coop di lanciare sul mercato i sacchetti multiuso riutilizzabili.
Altra storia quella del rapporto tra Matteo Renzi e la Novamont di Novara, azienda leader nel settore delle bioplastiche e che ha come Amministratore delegato Catia Bastioli, manager che nel 2011 partecipò alla Leopolda renziana. La Novamont detiene l’80% del mercato nazionale nella produzione di sacchetti bio  che garantiscono un  giro d’affari di 400 milioni di euro l’anno. Sarà una fake news? 

E qui mi vien da dire che una legge raffazzonata porta a soluzioni poco sensate per evitarla. L’idea, per aggirare l’acquisto del sacchetto, sarebbe quella di prezzare ogni singolo articolo che si vuole acquistare, quindi 10 arance 10 pesature e prezzature differenti, non considerando che gli scontrini delle bilance dei supermercati oltre ad essere fatti di carta chimica sono stampati con inchiostri molto inquinanti.
La soluzione più sensata l’ho letta dall’amico Stefano de Pietro: “Andate a comprare la frutta dal fruttivendolo sotto casa”. Tra l’altro, leggendo l’importo sugli scontrini di queste arance vedo un prezzo al KG di 2,78 euro. Uno sproposito!

La legge, la 123/2017 ma che recepisce una direttiva UE (n°2015/720), crea scompiglio in una delle attività quotidiane degli italiani ma parla, finalmente, di riduzione delle materie plastiche e di salute dei cittadini. 
Nutro, quindi, la forte speranza che per la mia salute vengano anche controllati i metodi di coltivazione e stoccaggio delle merci. Questo significherà che a fronte della spesa di pochi centesimi potrò acquistare frutta (ma la legge fa riferimento anche a prodotti di macelleria, pescheria, gastronomia e panificazione) senza il difenile, l’ortofenilfenato di sodio, il tiobendazolo, la gommalacca, l’etilene, i concimi chimici, pesticidi e diserbanti. Ma anche additivi sintetici o i prodotti antiriscaldo sulle mele o i funghicidi e gli antigermoglianti.
Altrimenti la tentazione di pensare a un’ulteriore estorsione mi verrà sicuramente. 
Intanto, mentre cerco di capire cosa c’è sotto continuerò a comprare la frutta dal mio amico Pino.

Veniamo alla crisi dei Pronto Soccorso.
Tra l’influenza, una cittadinanza sempre più anziana, i soliti tagli alla sanità e una buona dose di pusillanime da ambulatorio, le ore di attesa nei PS sono da paese sottosviluppato. I politici sono in campagna elettorale e gli slogan si sprecano.


“ L’Assessore taglia i fondi! No, tu hai tagliato i fondi! Cosa hai fatto prima di me? E Tu? Cosa hai fatto dopo di me?”
Insomma, il valzer delle ovvietà e intanto i pazienti (mai parola fu più azzeccata) se vogliono un minimo confort si devono portare la barella da casa.  Noi cerchiamo di fare qualche intervista agli addetti ai lavori ma sembra che ci sia un po’ di reticenza e questo non è un bel segno. 
In questo bailamme si sono contraddistinti per tempestività e disponibilità il Dott. Paolo Cremonesi, Direttore del PS del Galliera, e l’ufficio stampa del Galliera. Per gli altri aspettiamo fiduciosi.

Da chi prendiamo lezione oggi?

Che dire? Dopo che il Centro Sinistra ha preso una schiaffo memorabile alle amministrative del 2017 nelle zone di Genova distanti dal centro città (non scrivo periferie altrimenti qualche amico si risente) oggi ne prende un altro da Di Stefano, Vice Presidente di CasaPound Italia.

Il 4 marzo si vota 
Il 4 marzo ci saranno le elezioni politiche, chi l’avrebbe mai detto?
Dopo che l’11 novembre 2011 fu destituito Silvio Berlusconi, l’ultimo Presidente del Consiglio eletto dal popolo (nel bene o nel male, ma questo è un dato inconfutabile), sventolando lo spauracchio dello spread, andremo alle urne con una legge elettorale che, oltre al nome improbabile, è una vera e propria nefandezza. Cominceranno a breve i “Vota Antonio” e le relative promesse di uscita dal tunnel, di ripresa, di interventi salvifici e ricette miracolose. Insomma la nostra vita si popolerà di Maestro Do Nascimento e di alcune Vanna Marchi.
I pronostici danno per vincente il CentroDestra ma la parte più interessante sarà quella di scoprire chi saranno gli alleati del PD dopo il voto. Noi, abbiamo registrato tutti i “mai alleati con il PD” e li tireremo fuori al momento opportuno.
Intanto pochi parlano del movimento “Potere al Popolo” che in rappresentanza della Sinistra “radicale” lavora sui territori e cerca di intercettare il voto degli astenuti.
Il M5S, messi a posto un po’ di congiuntivi, è quasi certo di portare a casa un buon risultato. Questa volta, però, le alleanze post voto le farà.

E infine i Social
Alcuni social sono diventati appannaggio della popolazione anziana mentre i giovani, come nella vita reale, sono migrati verso altri lidi. Mi chiedo se la loro, quella dei giovani, non sia una forma di snobismo e giudizio nei nostri confronti. Per certo l’urgenza è nel dover ricostruire un tessuto sociale che si è disintegrato assieme alla caduta dei grandi ideali che forse tanto grandi non erano. Di certo ci troviamo a scrivere “cose” che molti possono vedere e quindi aspettiamo un like che ne riconosca la dignità senza avere mai il dubbio che l’approvazione sia data solo per amicizia, stima, dovere di appartenenza, sudditanza o superficialità.
Fb è una vera e propria fabbrica di odio ma è anche  lo specchio della vita reale in tutte le sue sfumature. E nel cercare il buono, sulla bacheca di Paolo De Totero mi sono imbattuto in un’intervista a Francesco Guccini, idolo degli alternativi di sinistra degli anni ’70 ma in realtà anarchico e ascoltato anche da Maurizio Gasparri, che è tutto dire.
Straordinario nella semplicità è invecchiato bene come il vino buono, cosa rara per gli uomini.
E mi chiedo cosa renda una persona speciale. Il saper ascoltare? La capacità di riconoscere i propri errori o limiti? E questo mi fa venire in mente Phil Collins che stecca una nota con uno scordatissimo Stenway&Sons nel Live Aid a Londra nel 1985. Un errore, un sorriso e la consapevolezza di essere un grande musicista. E senza like.

fp