Stati Generali al Teatro Modena: Sampierdarena ago della bilancia nella politica genovese?

Il saluto di Marco Bucci, Sindaco di Genova


Servizi e servitù.
Questo il nodo centrale dell’incontro pubblico di ieri sera, al Teatro Modena, organizzato dalle Officine Sampierdarenesi in vista delle elezioni politiche di marzo che vedranno nuovamente al voto il Municipio Centro Ovest, unico genovese ad essere uscito commissariato dalle ultime amministrative.

Tanta l’insofferenza della cittadinanza, che si deve barcamenare tra i problemi di vivibilità, la desertificazione commerciale, le discariche abusive e un traffico fetente.
Una la sfida su cui le forze politiche, tutte, dovrebbero concentrarsi: il rilancio di una delegazione che ha sacrificato l’ambiente alla produttività e poi ha pagato alto il prezzo della crisi dell’industria.

L'introduzione di Andrea Sinisi, Officine Sampierdarenesi

È un lavoro di ricostruzione  quello che ci si aspetta dagli attuali inquilini di Palazzo Tursi e quello che attenderà le nuove forze politiche, all’indomani dell’insediamento in Municipio.

Ricostruzione di un ruolo per una delegazione che, oggi, ha la mera funzione di spartiacque tra il ponente e il centro di Genova. Una delegazione che ha perso la propria identità produttiva e stenta a trovarne un’altra, una delegazione che paga tutta l’inefficienza delle politiche pubbliche degli ultimi anni con un disagio urbano corrosivo della fiducia nelle istituzioni.
Perché i cittadini attribuiscono ai politici un ruolo nel definire la loro qualità della vita. Li eleggono per questo.

“La crisi più marcata della Sinistra a Genova si è avuta proprio qui, a Sampierdarena, con una perdita del radicamento delle forze politiche tradizionali”, avverte Francesco Gastaldi, Professore associato di Urbanistica all’università IUAV di Venezia, rivolgendosi con una punta di polemica ai tanti politici presenti in sala.

Gli interventi

“Sampierdarena non ha più una difesa mediatica”.
A lanciare l’allarme è Marco Benvenuto, giornalista di quella Telecity che l’anno scorso ha chiuso la propria redazione genovese, a Sampierdarena, con un licenziamento collettivo che ha riguardato la bellezza di 69 dipendenti del gruppo.
“Sampierdarena ha perso, in questi anni, tutte le possibilità di comunicazione – continua Benvenuto –. Anche il Corriere Mercantile, che aveva un corrispondente fisso nel quartiere, oggi non c’è più. Una situazione difficile perchè i pezzi su Sampierdarena i colleghi li fanno da inviati. Vuol dire che tu telefoni, non ti presenti nemmeno sul posto, e poi confondi quartiere: Dinegro diventa Sampierdarena per una rissa, Cornigliano diventa Sampierdarena per un pestaggio, perchè fa comodo sbattere Sampierdarena in prima pagina”.

L'intervista

L'intervista


Che cos’altro aggiungere?
L’esperimento di Officine Sampierdarenesi ci è parso riuscire nel suo intento di portare la delegazione al centro del dibattito politico e di coinvolgerne gli abitanti.
Ma ci chiediamo: la politica riuscirà finalmente a elaborare una visione in cui il cittadino sarà utile e non usato?

Simona Tarzia