Barnaba, il nostro tranviere, su Mazzoncini di BusItalia: “Colto da delirio di onnipotenza”

E rieccoci sul pezzo!
Passate le festività, il ritorno al solito clima teso era d’obbligo e sotto l’albero Babbo Natale ci ha regalato alcune sorprese.
Riprendiamo dunque in mano i fili della situazione intricata del Tpl metropolitano. Ci siamo lasciati con la ferma intenzione della giunta Bucci di mantenere il servizio ‘in house’. Ottimo, per fare ciò si deve rendere la futura azienda (frutto della fusione tra Amt e Atp) solida e in grado di competere sul mercato, anche perché attualmente è questo che impone il sistema economico vigente. Sarà quindi necessario includere, all’interno della nuova struttura aziendale, anche Genova Parcheggi, oltre ad attuare una serie di altri interventi atti a migliorare e a rinforzare l’azienda, in primis il rinnovo del parco mezzi.
Purtroppo sotto questo punto di vista abbiamo due problemi: il primo è che, per colpa di un errore burocratico nella stesura della gara di appalto, per avere i 18 metri si dovrà aspettare ottobre 2018 (ci attenderà un’estate mooolto calda a causa del sotto organico e della vetustà dei bus); il secondo è che siccome le gare sono improntate al ribasso, la qualità dei bus che prenderemo sarà bassa (basti vedere i famosi citymood, le nuove 7000, che già tanti problemi stanno dando).
L’assessore alla mobilità Stefano Balleari sostiene, giustamente, che un’azienda pubblica non si deve porre come obiettivo principale di fare utili, bensì di fornire un buon servizio e si impegna ad assumere nuove forze (che purtroppo non risolveranno il problema, perché molti di più saranno accompagnati alla pensione anticipata). Però, intanto, per ottemperare agli obblighi di legge, la Giunta Bucci ha dovuto pubblicare un bando di gara per l’affidamento del servizio, che comunque permette di spostare l’orizzonte temporale alla fine del 2019 e allontanare il rischio del taglio del 15% al finanziamento. In questi mesi dunque la ‘mission’ del sindaco manager dovrà essere il rafforzamento del Tpl metropolitano.
Renato Mazzoncini, AD di BusItalia, colto da delirio di onnipotenza, sulle colonne del Secolo XIX è arrivato a dichiarare: “Sono convinto che il Comune di Genova non debba mantenere in house Amt… Per quanto riguarda il nostro eventuale ricorso contro questo affidamento diretto, non voglio fare minacce preventive. Bisogna studiare le carte”.
In pratica un dirigente di un’azienda formalmente privata, si permette di dettare la linea amministrativa ad una giunta democraticamente eletta, anche in virtù del programma elettorale anti privatizzazioni, arrivando perfino alle velate minacce. Proprio loro, quelli di BusItalia, che in tutta la nazione sono oggetto di ricorsi, a causa sia del metodo di partecipazione alle gare e di aggiudicazione delle stesse, nonché di gestione aziendale che definire agghiacciante è poco. Tutto questo mentre la stessa Asstra (una delle più importanti associazioni datoriali), sostiene in una nota che, nella manovra correttiva D.L. 50/2017, all’art.27 comma 2, dove si auspica il famigerato taglio del 15% del finanziamento in caso di affidamento in house, quest’ultimo comma abbia proprio carattere di anticostituzionalità e di contrarietà alle stesse direttive della normativa europea.
Intanto all’orizzonte si avvicinano le elezioni più incerte e brutte di questi ultimi incerti e brutti venticinque anni. Che dire, di certo non ci aspetta un futuro monotono.

Nel frattempo un abbraccio a tutti Voi dal vostro autista Barnaba

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