Ci si può fidare di BusItalia?

Genova – La scorsa settimana l’Ad di Trenitalia Renato Mazzoncini (controllante di BusItalia), giunto  in Piazza De Ferrari per presentare la tappa genovese del road show Villaggio Trenitalia, che frutterà al gruppo un Contratto di Servizio siglato con la Regione comprensivo di 28 convogli Rock (della Hitachi Rail Italy) e 15 Pop (della Alstom Italia), ha simpaticamente dichiarato che non accetterà che il Tpl metropolitano non sia messo a gara e che si riserva di presentare un ricorso contro l’affidamento in housedettando in pratica l’agenda politica alla giunta del sindaco Bucci.

Questa settimana il balletto sulla futura gara del servizio del trasporto pubblico ricomincia da dove l’aveva concluso il manager di Trenitalia.

Ma cerchiamo di mettere assieme i pezzi del puzzle e vediamo che bel quadretto ne esce fuori: sia il Secolo XIX, sia le emittenti locali Tele Nord e Primocanale, parlano di un incontro tra il sindaco manager Marco Bucci e Renato Mazzoncini sull’ipotesi di affidare la totalità del Tpl metropolitano al Gruppo FS. Escono anche delle cifre, si parlerebbe di 736 milioni per 6 anni (soldi che ovviamente non sono di privati, ma sono pubblici, essendo il gruppo totalmente in mano allo Stato, ma con una gestione privata degli utili, come nella migliore tradizione delle privatizzazioni all’italiana).

Certamente ad oggi Amt e Atp, a causa della mala gestione – su tutto l’inefficace contrasto dell’evasione tariffaria, il quasi nullo recupero delle sanzioni, la vendita di rimesse e officine, i continui tagli al servizio, i problemi di sicurezza e la vetustà dei mezzi -, non hanno né un capitale sociale, né una solidità tali da poter vincere una gara, ma con le opportune migliorie (molte quasi a costo zero) e quindi con una gestione oculata e intelligente, nel giro di due anni potrebbero rinascere. Comunque è stata pronta la rettifica dell’Assessore alla Mobilità Stefano Balleari che dichiara: “Si sono fatti film su situazioni che non esistono, non siamo schizofrenici, manterremo il Tpl ‘in house’. L’incontro romano del sindaco con Mazzoncini e i ministri Delrio e Fedeli riguarda altre partite”.
Si tratterebbe infatti di uno sconto che Bucci vorrebbe chiedere sulla cifra di 7 milioni che Amt versa annualmente a FS per il biglietto integrato bus/treno, visto che già oggi il trasporto pubblico cittadino è integrato nella rete, considerata la presenza di ben 22 stazioni nel solo territorio comunale.
C’è da dire che ciò che sostiene Balleari ha una sua logica sotto il profilo gestionale
: “Non solo manterremo pubblica la nuova azienda frutto della fusione tra Amt e Atp, ma a breve presenteremo il PUMS (il piano urbano della mobilità, creatura del professore Enrico Musso e del suo staff di ricercatori) e quindi partirà una revisione delle linee che permetterà di risparmiare sui conti di esercizio”. Tutto vero, tutto giusto, eppure troppe cose cozzano in questa storia. Certamente l’aver pubblicato un bando di gara per l’affidamento del servizio (per 736 milioni per 6 anni, sull’intero territorio metropolitano) non gioca a favore del pubblico, così come non aiutano nemmeno le dichiarazioni del sindaco manager Bucci a margine della firma del contratto di servizio (da un miliardo di euro) tra Trenitalia e Regione Liguria: “Sono stato un pendolare e so che il futuro dei trasporti della Liguria è sul ferro. Noi abbiamo bisogno di un partner credibile e FS lo è. Sappiamo dell’ottimo lavoro che sta svolgendo sul Tpl e vogliamo che venga a giocare con noi anche per quanto riguarda la metropolitana”.
Ovviamente il Sindaco non si dimostra molto al corrente di come BusItalia gestisce il Tpl, altrimenti non ne sarebbe così entusiasta.

Un altro pezzo di quello che rischia di diventare un brutto puzzle per Amt e Atp, è il rapporto tra Regione Liguria (che ha un forte ascendente sul Comune, essendo del medesimo colore politico) ed FS, che va al di là del contratto di servizio e che riguarda la super commessa di una sua controllata, Mercitalia, alla Bombardier di Vado Ligure, per 125 locomotori, una vera manna per una fabbrica a rischio chiusura, senza contare il lecito interesse del Governatore Giovanni Toti, di rafforzare i collegamenti di lungo raggio.
E ancora la presenza di Autoguidovie, controllata BusItalia, in Atp S.r.l., in possesso di un generoso 49%. Del famoso incontro romano tenutosi giovedì, massimo riserbo e bocche cucite, è probabile si sia parlato di metropolitana e dell’ingombrante e discussa presenza di Autoguidovie nel tpl metropolitano.

In conclusione, cosa apparirebbe in questo sconfortante puzzle una volta messi a posto tutti i pezzi?
A pensar male si fa peccato, ma ci potrebbe essere il rischio che prevalga la volontà di disattendere i propositi di rilancio del pubblico per cedere a BusItalia gran parte del Tpl metropolitano (e forse regionale), a cominciare proprio da quella metropolitana in predicato di ingrandirsi e che, se dotata di tornelli, porterebbe da sola dei bei milioncini ogni anno, senza parlare poi del progetto tranviario, degli impianti speciali e del trenino Genova-Casella, che hanno un margine di miglioramento e quindi di guadagno immensi, soprattutto in ottica turistica. Ma certamente questa è solo una paranoia di un vecchio tranviere.

Nel frattempo un abbraccio a tutti Voi dal Vostro autista Barnaba