Museo di Villa Croce: cosa è successo?

Genova – Giovedì 18 gennaio siamo stati contattati per un’intervista dalle titolari della Open S.r.l. che gestisce il Museo di Villa Croce. Rilevato il loro scontento, le loro opinioni e la decisione di non aprire il museo quel giorno e i giorni successivi, come consuetudine (ma questa volta  forse non abbiamo avuto le intuizioni giuste), ci è parso opportuno contattare l’Assessore Elisa Serafini che ci ha negato la possibilità di farle alcune domande. Tralasciamo la scusa utilizzata ma che è ampiamente documentabile. Per risalire la corrente e mettere insieme i pezzi, ci sembrava utile chiedere chiarimenti all’ex Assessore Carla Sibilla e a Luca Borzani, ex Presidente di Fondazione Palazzo Ducale, che per vari motivi hanno preferito declinare, e peraltro era nel loro diritto farlo.
Non siamo mai entrati nel merito dell’offerta culturale del Museo perché non abbiamo le conoscenze per poterlo fare, ma di una cosa siamo certi: i Musei, passateci il termine, “periferici” hanno bisogno di introiti pubblici per poter offrire un servizio alla comunità e devono rimanere aperti come servizio alla comunità. Nel far fronte al fiume di critiche e spesso insulti ricevuti quel giorno e i giorni successivi, abbiamo  commesso un errore di fondo che  è stato quello di non ascoltare subito il parere di Carlo Antonelli e Anna Daneri , che hanno la curatela del Museo.
Domani, salvo imprevisti, avremo un incontro con Carlo Antonelli e Anna Daneri che ci racconteranno un alro pezzo di questa storia.
Cercheremo di capire chi, all’interno del Museo,  deve fare cosa, quali sono gli interessi in ballo, ammesso che ce ne siano, se l’Assessore Serafini in questi mesi si è preoccupata di verificare lo stato delle cose e se ha preso in considerazione tutte le istanze degli attori all’interno di Villa Croce. Se abbiamo dato la sensazione di appoggiare le istanze di qualcuno ce ne scusiamo. Se siamo stati strumento di qualcuno e non ce ne siamo accorti sarà motivo di riflessione per il futuro.

fp

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