Tpl Metropolitano: Dr. Jekyll e Mr. Hyde?

Genova – In questi ultimi giorni sono emersi fatti che incontrovertibilmente hanno confermato ciò che da molto tempo sospettavo, il Tpl metropolitano soffre del classico sdoppiamento di personalità alla Dr. Jekyll e Mr. Hyde.
Segnali incoraggianti e penose topiche, si sono infatti alternati dal 15 gennaio ad oggi.
Un raggio di luce squarcia le nubi dense dell’incertezza durante la presentazione da parte di Amt del bus elettrico Rampini Alè E 80, che per due mesi farà il servizio interno al San Martino (linea 518). Questo bus, a differenza dei precedenti, dovrebbe essere in grado di sostenere la durata del turno, necessitando della sola ricarica notturna in rimessa.
Certamente il tempo di prova su una linea come il 518, ricca di salite e discese e quindi orograficamente simile al profilo cittadino, potrà fornire interessanti indicazioni riguardo al futuro elettrico di Amt, che comunque si delinea sempre di più nella volontà di rinforzare la metropolitana con l’arrivo di undici nuovi treni e la futura realizzazione di due nuove tratte Brin-Canepari e Brignole-Martinez, oltre al progetto sempre attuale di una rete tramviaria ramificata, che colleghi il centro cittadino al levante, al ponente ed alle due vallate interne (Valbisagno e Valpolcevera).
Un altro segnale della volontà di svoltare verso una mobilità sostenibile sono i sette bus dual fuel metano/gasolio e metano/idrogeno, presentati da Atp, azienda del Tpl levantino e dell’entroterra, destinata alla fusione con Amt.
E’ dunque evidente un certo impegno che va a scalfire anni di quasi immobilismo.
Anche la volontà di città metropolitana di mantenere in house il trasporto pubblico, ammettendone quindi esplicitamente il valore sociale, è da riconoscere.
Un’altra bella notizia è il grande lavoro che la squadra di verificatori ha messo in atto negli ultimi mesi e che ha portato a un numero maggiore di verifiche e quindi di sanzioni che ha significato un incremento degli introiti del 40% nell’ultimo anno.
Fin qui le note positive.

Ora però passiamo alle note dolenti:
1) Abbiamo il fiato sul collo della multinazionale dei trasporti su gomma BusItalia, che si permette di alzare la voce con l’amministrazione locale per cercare di imporre la propria volontà di privatizzare il Tpl metropolitano.
2) Abbiamo un parco mezzi ancora antidiluviano e per i nuovi bus da 18 mt. dovremo aspettare fino alla fine dell’anno. Questo contrattempo, insieme al fatto che la forza lavoro più importante, quella degli autisti, è pesantemente sotto organico (e non sarà assolutamente rinforzata dalle nuove assunzioni che saranno inferiori del 10% rispetto ai pensionamenti), ci condannerà a mesi molto complicati e ad una estate problematica per tutti, lavoratori e utenti.
3) I numeri sull’incremento delle sanzioni cozza con quelli che sono i dati ufficiali dell’evasione, attestati attorno al 5%. Ormai tutti sanno che questa percentuale farlocca, basata sul controllato, non fotografa assolutamente la realtà dei fatti, che parla di evasioni pesantissime non solo su metropolitana, impianti speciali e linee serali ma anche durante il normale servizio mattinale e pomeridiano (che si aggira tra il 20 e il 30%). Lo testimoniano i Vtv stessi ed è chiaro anche per l’opinione pubblica. Non si può infilare la testa sotto la sabbia ed evitare di prendere il problema di petto, continuando a gettare alle ortiche tra i 4 e i 5 milioni di euro l’anno.
4) Sul tavolo poi abbiamo ancora irrisolto il problema della sicurezza a bordo. Aumentano i casi di aggressioni e le telecamere o non sono state installate, oppure dove sono presenti sono comunque disattivate. Mentre i posti guida risultano tutt’altro che inaccessibili.

Tutto questo va inserito in un quadro generale di sconfortante disorganizzazione aziendale e confusione gestionale che tende a lasciare in sospeso problematiche pesanti come il numero eccessivo di staccati dalla guida, che in pratica sono improduttivi, come la mai attuata riorganizzazione delle linee e delle fermate… il contenimento degli sprechi, la riorganizzazione di interi settori aziendali che potrebbero avere una maggiore produttività, oppure il rapporto di equilibrio insano con i sindacati, che ad oggi ha prodotto solo danni alla struttura aziendale e ai diritti dei lavoratori.
Certamente i segnali di un timido cambiamento cominciano a intravedersi, ma è ancora lunga la tratta da percorrere e molti sono ancora i problemi da affrontare per dotare la città metropolitana di Genova di un Tpl degno e all’altezza di altri grandi città europee.
Noi addetti ai lavori restiamo in fiduciosa ancorché preoccupata attesa dell’evolversi di questi eventi, continuando con professionalità a mantenere la barca a galla.

Nel frattempo un abbraccio a tutti Voi dal Vostro autista Barnaba

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