Aziende metalmeccaniche genovesi: non si ferma l’emorragia degli occupati

Genova“I dati sono allarmanti” denuncia Bruno Manganaro, Segretario Generale Fiom – Cgil Genova, che questa mattina incontra i giornalisti nella sala Fiom di via San Giovanni D’Acri, a Cornigliano.
Il riferimento è a tutto il comparto metalmeccanico che negli ultimi anni, a Genova, ha perso quasi 700 occupati: ECA Sindel e Poseico (ex Ansaldo Componenti) sono solo le ultime due in ordine tempo” e poi precisa: “Abbiamo visto come si comportano le multinazionali come Gitiesse che decidono di delocalizzare parlando solo di licenziamenti”.
La vicenda è nota: dopo 21 giorni di sciopero, Gitiesse ha licenziato 31 dipendenti su 50: “Non è possibile che il gioco alla delocalizzazione vada avanti in questo modo”, continua Manganaro che aggiunge: “Questo dovrebbe essere un impegno anche della politica perchè la cantieristica a Genova è importante ed è ora per la politica di alzare la voce“.

Il gioco cui si riferisce è quello di non fare ricorso agli ammortizzatori sociali, come la cassa integrazione straordinaria, ma licenziare nel breve termine per poi assumere lavoratori in stage: “È il caso, ad esempio, di Amagroup”, ricorda Manganaro, “ed è inaccettabile che le aziende facciano quello che vogliono. La vicenda ECA Sindel sarà la nostra battaglia”. 

Il caso ECA Sindel e Poseico
“Nelle medie e piccole aziende, che la politica ci presenta come il futuro, spariscono i posti di lavoro”.
Riassume così Giuliano Rimassa, funzionario Fiom, le vicende di ECA Sindel e Poseico che hanno annunciato in questi giorni l’apertura delle procedure di licenziamento collettivo lasciando a casa 9 dipendenti su 31 la Poseico, e 14 su 28 ECA Sindel.
Nel primo caso l’azienda ha giustificato il licenziamento con la chiusura di una linea produttiva, mentre nel secondo si lamenta di avere commesse poco remunerative. “Eppure”, puntualizza Stefano Baracchi, delegato Fiom in ECA Sindel, ECA Sindel produce simulatori navali per addestramento civile e militare e più del 90% dei ragazzi degli istituti nautici in Italia studiano sui suoi sistemi. Si parla tanto del rapporto scuola lavoro, perché perderlo?“.
E perché perdere il know-how e lasciare che venga trasferito in Francia, sede della casa madre ECA Group?
“In questo modo viene toccato tutto il settore” puntualizza Rimassa, “già molto provato perché, se sei stato assunto dopo il Jobs Act, nel mondo dei metalmeccanici sei un lavoratore di serie B”.

Intanto per mercoledì 31 gennaio è stato indetto in entrambe le aziende lo stato di mobilitazione in attesa degli incontri con i rappresentanti delle proprietà.

Simona Tarzia

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