Trasporto pubblico: utenti seduti sotto la pioggia

Un tema caldamente sostenuto da questa Amministrazione Comunale, è quello inerente alla sicurezza. 
Con la mozione della Capogruppo PD Cristina Lodi approvata all’unanimità e grazie all’interesse dell’Assessore Stefano Garassino e all’impegno costante della Capo Gruppo della Lega Lorella Fontana, finalmente l’attenzione si è spostata anche sui bus.

Lo sviluppo del TPL sarà, si spera, un tassello fondamentale per questa Amministrazione Comunale, che il Vice Sindaco e Assessore alla Mobilità Stefano Balleari sta seguendo con attenzione. Quello che però a volte molti si dimenticano è che anche la metropolitana, gli impianti speciali e la ferrovia Genova-Casella, fanno parte del TPL Genovese. 
Ma andiamo per ordine, la metropolitana di Genova, sottoutilizzata e mai presa seriamente in considerazione, non gode di ottima salute i treni di 1° generazione sarebbero da pensionare, i treni di 2° generazione avrebbero bisogno di interventi, che però richiederebbero un fermo che pregiudicherebbe il servizio, mentre i treni “NUOVI” di 3° generazione sono un vero pasticcio. Si parla di 7 treni per il valore di 35 milioni di euro, che non sono nemmeno dotati di telecamere a bordo per la videosorveglianza (per intenderci, i treni più vecchi le hanno), a distanza di anni faticano a superare i collaudi per la messa in servizio, vanno a singhiozzo e ancora ad oggi non possono girare in accoppiamento, creando notevoli problemi per via del poco carico. La stazione di Brin non è ancora in grado di prendere tutti i treni in deviata e i tempi per renderla operativa al 100% saranno ancora lunghi, nell’attesa contiamo i giorni per il prolungamento verso Terralba e Canepari. 
Gli impianti speciali non se la passano meglio, Granarolo ferma, Villa Scassi ferma, Castelletto ferma… Oltre gli anni che si fanno sentire anche per loro, ci sono i fermi per collaudi, contenziosi e il tutto ricade sulla gomma dove le rimesse devono coprire il servizio con le corse sostitutive  (G1,F1, F2, ecc…), ma con la carenza di bus e di autisti non è facile coprirle ed essendo la coperta molto corta e pure bucata, si deve depotenziare qualche altra linea. 
Infine la Genova-Casella, patrimonio dell’Unesco, andrebbe valorizzata in ambito turistico, ma avrebbe bisogno di treni nuovi, di adeguamenti dei binari e stazioni (il fantomatico Sirio della giunta Vesco resterà una chimera da 4 milioni di euro), quindi di copiosi investimenti. 
Fondamentale sarà la fusione con ATP e l’affidamento in House, le linee guida del PUMS sono ottime, incrociamo le dita e attendiamo gli sviluppi che per una volta almeno godono di una volontà politica dotata di una visione futura di Genova e non il solito, miope tapullo a breve scadenza.

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