Gianluigi Mancardi: ora il San Martino sarà un istituto di ricovero e di cura a carattere scientifico anche per le neuroscienze

È quasi in dirittura di arrivo la “Settimana del cervello”, le porte di ospedali e cliniche universitarie si sono aperte per la popolazione, molti i simposi, le conferenze e gli eventi che hanno coinvolto tantissimi cittadini genovesi. Nata nel 1996, ideata e coordinata dalla European Dana Alliance for the Brain in Europa e dalla Dana Alliance for Brain Initiatives negli Stati Uniti, la “Settimana del cervello” è il frutto di un enorme coordinamento internazionale cui partecipano le società neuroscientifiche di tutto il mondo.
Dal 2010 ha aderito anche la SIN, Società Italiana di Neuroscienze, presieduta dal professor Gianluigi Mancardi, direttore della Clinica Neurologica dell’Università di Genova:” La SIN promuove la cura e la ricerca delle malattie del sistema nervoso e conta su circa 3.000 neurologi. L’argomento selezionato per l’edizione di quest’anno è “Non c’è muscolo senza cervello” perché il 10 marzo si è svolta la “Giornata delle malattie muscolari” che ha riguardato patologie come le distrofie muscolari e le polineuropatie, abbiamo voluto unire i due eventi perché il muscolo si muove grazie al cervello. Insieme determinano qualsiasi movimento del nostro corpo, il sistema nervoso centrale e l’apparato neuromuscolare lavorano sempre in sinergia, sono indissolubilmente uniti”.

La popolazione genovese e ligure è la più anziana d’Europa, conseguentemente le patologie neurodegenerative hanno una forte incidenza. E’ essenziale sensibilizzare sul tema che, solo in Italia, riguarda oltre un milione di persone, costrette a convivere con disturbi cognitivi di vario genere. Tra questi, la malattia di Alzheimer risulta essere la malattia neurodegenerativa più diffusa: sono almeno 600mila i malati con oltre 3milioni di persone direttamente o indirettamente coinvolte nell’assistenza dei propri familiari. “Oltre al normale invecchiamento cerebrale fisiologico dovuto all’età – spiega Mancardi – esiste un invecchiamento cerebrale patologico mentale, definito demenza, che colpisce circa il 6% della popolazione sopra i 65 anni e se valutiamo la popolazione intorno agli 80 anni si raggiunge il 35%. Ci sono sperimentazioni  che si stanno svolgendo in tutto il mondo per cercare di combattere la più frequente causa del decadimento mentale che è la malattia di Alzheimer,  ma in attesa di risolvere questo problema si può cercare di combattere le altre cause esterne che provocano l’invecchiamento mentale per esempio facendo prevenzione. Contro le malattie cerebrovascolari è fondamentale curare l’ipertensione, il diabete, l’ipercolesterolemia, fare attività fisica e mantenere in allenamento il cervello”.

Il gruppo di lavoro guidato dal professor Mancardi è molto grande, la sua equipe di ricercatori si occupa di diverse patologie, dall’invecchiamento cerebrale alla sclerosi multipla, alle malattie cerebrovascolari come l’ictus comprese le neuromuscolari, da quest’anno il loro lavoro ha raggiunto un risultato molto importante:” Il nostro IRCCS di San Martino è stato riconosciuto dal ministero della Salute – racconta Mancardi –  d’ora in poi sarà un istituto di ricovero e di cura a carattere scientifico anche per le neuroscienze. É stata una procedura che è durata anni e ora siamo finalmente un ospedale policlinico. È un riconoscimento molto importante perché essendo un ospedale di eccellenza conseguentemente avremo accesso a importanti finanziamenti che sono fondamentali per la ricerca. Questo comporta un cambio di prospettiva per tutto l’ospedale perché  la nostra struttura andrà sempre più verso un’assistenza di qualità ma soprattutto sarà un polo di ricerca di primaria importanza nazionale. Ogni tre anni il Ministero organizza delle site visits nei suoi 40 IRCCS distribuiti su tutto il territorio nazionale per verificarne la produttività, starà a noi quindi mantenere alto il livello qualitativo del nostro lavoro”.

Giulia Danieli

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