“Volver en mí”. Una poesia di Carolina Navarro per la giornata mondiale della poesia

Oggi come oggi siamo molto più consapevoli di cosa sia una poesia. Con le nuove forme di comunicazione tecnologiche e i Social Network le poesie viaggiano attraverso il mondo, in lingue diverse. La traduzione è istantanea e possiamo capire e comunicare con persone d’altre latitudini. E così la poesia diventa un mezzo per comunicare emozioni, far conoscere nuovi luoghi e geografie lontane.

Sonetti, aforismi e haiku che incontriamo sui social sono il nostro pane di ogni giorno, e a questo punto c’è da chiedersi: siamo tutti un po’ poeti?
Direi di sì, perché la poesia è e sarà il mezzo più immediato di conoscere e sentire. Poi ci sono gli studiosi che la utilizzano per interpretare i cicli storici e la trasformano in correnti letterarie.

Questa piccola e semplice introduzione è per chi vuole addentrarsi nel mestiere del poeta e capirlo.
Tante volte mi chiedono: come mai scrivi poesie? Come è che nasce una poesia?
E io rispondo: è una voce molto timida che vuole uscire fuori in forma di metafore, le metafore essendo un modo di comunicare speciale per così dire, hanno bisogno d’essere interpretate ed è così che nasce tutto un mondo che abbiamo chiamato letteratura, dove si sono creati diversi ruoli di lavoro: critici letterari, insegnanti, revisionisti e traduttori. Sono nate la Case editrici, le legatorie di una volta. E poi tante opportunità di lavoro, stampa, riviste, giornali, e perfino le librerie tutta una produzione di diffusione di queste timide voci, non ci dimentichiamo delle biblioteche tutto un mondo di scoprire. Un’infinità di sapere.

Carolina Navarro

La poesia racconta, fa sognare, sprona alla conoscenza della vita e delle parole.
Poi ci sono tante discipline che se ne occupano, come la linguistica e la glottologia. La poesia ci porta ad ogni sapere e si collega anche alle scienze della mente. Evoca ricordi e fa esercitare la memoria. Le emozioni muovono il mondo che abita il nostro cervello.

In questo giorno vorrei ricordare la poetessa Alda Merini che compie gli anni. In quest’oggi dove incomincia la primavera vedrete come, con semplici parole, lei ce la presenta: “Sono nata il ventuno a primavera/ma non sapevo che nascere folle, /aprire le zolle/potesse scatenar tempesta. /Così Proserpina lieve/vede piovere sulle erbe, /sui grossi/ frumenti gentili/e piange sempre la sera. /Forse è la sua preghiera”. 

Vedete come Lei, la nostra cara Alda, ci fa riflettere sull’equinozio. Cosa è l’equinozio? Non dobbiamo saperlo tutti per forza, e andiamo a investigare cosa è.
E la primavera cosa è? Magari lo sappiamo tutti, ma l’abbiamo sentita veramente?
La follia, cosa è la follia? Certamente vista in modo metaforico non necessariamente come malattia, tutti siamo un po’ folli a volte, vero?
E così via, cerchiamo in ogni verso un significato che può essere letterario certamente, ma che è soprattutto un vissuto della poetessa e che può diventare anche nostro o di altri.
Chi è Proserpina? Se riusciremo a trovare informazioni su di lei, potremmo capire grosso modo cosa comunica questa poesia e dunque vi lascio con questo compito. Io per ora vi posso raccontare che di lei c’è una bella statua a palazzo Borghese a Roma. Beh, con questa notizia capirete che si tratta di un personaggio importante e che dietro c’è tutta una storia da conoscere, ebbene questa è la poesia! Versi che ci fanno viaggiare in altri posti e attraverso la storia, emozionandoci. Evviva la giornata della poesia!

Con affetto…
Carolina Navarro
Poetessa

P.S.
E non vi potevo lasciare senza una mia poesia:

“Volveré/Cuando el cuento anhelado/llegó a mis entrañas/ya no lo quería/mis seres queridos se preguntaban/ ¿Qué le pasó? /Pero yo no logre expresarme/ una idea divagaba por mi mente/ una célula perdida ineficiente, fuera de lugar/fuera del espacio marginado casi lista para volver/ ¿Adónde? Quizás a casa”.

Traduzione: Tornerò/Quando il sogno anelato arrivò alle mie budella non lo volevo più/i miei cari si chiedevano Cosa le accadde? /eppure, io non ho potuto esprimermi una idea divagava la mia mente una cellula persa inefficiente, /fuori posto/fuori dello spazio marginato quasi pronta per tornare Dove? /Chissà a casa.

(Da: Carolina Navarro, Volver en mí, Lecce, Youcanprint Self-Publishing, 2015).

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