Iplom, vivere sotto a un vulcano

Anniversario dello sversamento di Fegino: cosa è stato fatto, cosa abbiamo imparato ?

In nome e per conto della globalizzazione si progettano e si avallano grandi opere e depositi di idrocarburi in mezzo ai quartieri. Questa è la politica che da anni portano avanti i politici di turno. Mi riferisco ai depositi di Fegino. Questo quartiere, il 17 aprile, “festeggerà” la rottura di una condotta Iplom che provocò uno sversamento di circa 700 mila litri di greggio ! Questi cittadini a parole sono stati sostenuti dai politici di turno, ma non altrettanto nei fatti ! Fatti che avrebbero dovuto tradursi in una ovvia bonifica ! Possibile che tutto ciò non ci insegni nulla?  Invece si parla di nuove localizzazioni, cioè del paventato insediamento del petrolchimico e di un deposito di gas naturale nelle aree ex Ilva ! In primis si dovrebbe tenere conto dei possibili pericoli, anche in termini di salute, a cui andrebbe incontro la popolazione. Stesso discorso vale per chi da anni, ob torto collo (Multedo docet), deve convivere con i depositi. Mi chiedo come mai non sia stato attuato il progetto presentato dalla Porto Petroli Genova SpA (art. di Era Superba del 2013), che prevedeva la realizzazione di una boa, ancorata al fondo del mare, al largo della diga foranea, a circa 3 km di distanza dal Porto Petroli ! Un PLEM sottomarino (collettore di estremità), per l’alloggiamento delle valvole di sezionamento del sistema, due condotte sottomarine di lunghezza pari a circa 3.3 km ed un terminale a terra localizzato all’interno del Porto Petroli di Multedo!  Il piano, inserito in uno specifico Accordo di Programma, parlava di una riduzione dello spazio in banchina dedicato al Porto Petroli, con contestuale salvaguardia dei livelli di attività e delle funzionalità operative del Porto Petroli, da assicurarsi attraverso la realizzazione e l’utilizzo di un nuovo impianto off‐shore. Il costo dell’intervento era di 50 milioni di euro e a carico della società Porto Petroli Genova SpA !!! 
Angelo Spanò coordinatore metropolitano dei Verdi

Venerdì pomeriggio abbiamo incontrato Marco Grondacci, giurista ambientale che da sempre collabora con il Comitato Spontaneo Cittadini Borzoli e Fegino, durante l’assemblea pubblica che doveva fare il punto su una situazione che nella delegazione sembra immutata e promuovere la petizione di Altra Liguria (QUI puoi firmare la petizione per allargare l’applicazione della Direttiva Seveso III anche alle tubature che trasportano materiali pericolosi).
Ci apprestiamo a commemorare il secondo anniversario dello sversamento di 680.000 litri di greggio nel Rio Fegino e francamente i cittadini continuano a lamentare quasi ogni giorno disagi dovuti alle emissioni odorigene e al timore di incendi e esplosioni che, a due passi dalle case, provocherebbero una vera e propria catastrofe.
Ci ha un po’ sorpreso il fatto che a questa assemblea la partecipazione degli abitanti fosse davvero esigua, eppure il problema c’è e lo respirano tutti i giorni. Sarà perché, in parte, sono assuefatti? Forse solo chi viene da fuori riesce a percepisce interamente la puzza perenne che aleggia nel quartiere?    


A questa situazione di precarietà, si aggiunge che i cittadini del Ponente vivono anche nell’incertezza di dove saranno spostati i depositi Carmagnani e Superba che adesso offrono la loro vista e pericolosità ai cittadini di Multedo.
Lo sapremo, presumibilmente, a fine anno ma i cittadini, soprattutto di Cornigliano,  si stanno comunque mobilitando per paura di non poter mettere rimedio a eventuali decisioni dell’amministrazione di utilizzare per questo le aree ex-ILVA, decisioni  che spesso non sono condivise con chi sostiene il peso delle servitù.

Qualche mese fa siamo stati contattati per documentare una situazione anomala nel Polcevera e, arrivati sul posto, abbiamo effettivamente constatato che venivano posati dei tubi nel letto del fiume. Ancora!
Questa soluzione che ci sembra totalmente priva di buonsenso, sarà certamente legale e  frutto di concessioni date nella notte dei tempi, probabilmente i tubi trasportano vino bianco delle colline genovesi, ma in caso di rottura, magari durante una piena, lascio alla fantasia di chi legge quale potrebbe essere il risultato. 

fp

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