Noi portuali genovesi: perchè scioperiamo

Nonostante il Porto di Genova abbia raggiunto risultati da record e i bilanci dei principali operatori privati espongano larghi margini di redditività, i lavoratori portuali sono sempre in discussione. I lavoratori della CULMV sarebbero troppi ma i parametri ministeriali dimostrano che sono sotto organico. I conti della Compagnia sono in rosso ma l’Autorità di Sistema Portuale ammette nelle sue delibere che le tariffe pagate dai terminasti sono insufficienti e sempre al ribasso. Non si assumono nuovi lavoratori perché il futuro prevede l’automazione dei porti, nonostante sia aumentata la produttività. E proprio sull’aumento della produttività si innesca una sempre più frequente carenza di sicurezza sul lavoro. I lavoratori portuali accusano i terminalisti di “truccare” i numeri degli incidenti e degli infortuni. Infatti vengono messi in evidenza solo gli incidenti mortali ma la lista di chi si fa male sul lavoro è molto lunga. Ultimo, ma non certo meno importante,la questione dell’autoproduzione utilizzata dai terminasti che genera lo sfruttamento di molti marittimi.  
Questa giornata di sciopero che ha visto sfilare anche i mezzi pesanti si è conclusa davanti alla Prefettura. Dopo un incontro dei sindacati con il Prefetto è stato indetto un tavolo di confronto per lunedì p.v. dove saranno presenti i terminasti la Capitaneria, i rappresentanti dei lavoratori e l’Autorità di Sistema Portuale. 

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