AMT in house nonostante Mazzoncini? Si può fare!

Il 28 giugno il sindaco di Genova Marco Bucci e l’amministratore delegato di Ferrovie dello Stato Renato Mazzoncini hanno fissato un ‘faccia a faccia’.
Top Secret l’argomento che si tratterà. Ascoltate!Lo sentite? Questo che sentite in sottofondo è “Ragtime”, famosa colonna sonora del film “La Stangata”, e già, mi salgono i brividi lungo la schiena. Di cosa si parlerà? Del fatto che il primo cittadino del capoluogo ligure abbia deciso di tenere ‘in house’ l’azienda di Tpl e che questo fatto non sia affatto piaciuto al democraticissimo Renato Mazzoncini, che qualche mese fa dichiarò in tono quasi minaccioso che avrebbe potuto anche decidere di far intervenire l’antitrust in caso di conferma di tale scellerata scelta? Coraggioso da parte di uno che guida un Gruppo che non fa della massima trasparenza il suo punto di forza (a giudicare dal numero di ricorsi e di rinvii a giudizio di cui si son fatti protagonisti in ogni luogo dove abbiano messo piede).
“Genova è tra le realtà più in sofferenza”, chiosò quasi messianico il supermanager renziano, anche se in realtà i conti dell’Amt si sono chiusi per il quarto anno consecutivo in attivo, pur tra mille difficoltà legate al taglio dei finanziamenti e ad una gestione un po’ ballerina e soprattutto grazie al sacrificio dei dipendenti.
Forse si parlerà di tranvia? Le F.S. sono sicuramente molto interessate, considerando che è sì un investimento molto costoso, che comunque sarebbe a carico dello Stato, ma che si ripagherebbe ampiamente sia grazie alla vita media dei mezzi rotabili, sia per la capacità di trasporto utenza.
Sicuramente mettere le mani su un servizio così redditizio farebbe gola a molti. F.S. ha già cominciato a Brescia, ad esempio, la realizzazione di due linee tranviarie. O forse si parlerà di metropolitana, lo stesso Gruppo a Milano è entrato nella gestione di una linea della metropolitana, la M5, che ora potrebbe ottenere di gestire per altri 15 anni, se desse una mano alla Regione Lombardia allo svecchiamento della flotta piuttosto vecchiotta di Trenord (che comunque è già una controllata della galassia capitanata da Mazzoncini). Comunque sia, di qualunque cosa si parlerà sono in ballo il futuro stesso e la tenuta del Tpl ligure, che tra progetti di sviluppo contenuti nel PUMS (il Piano Urbanistico della Mobilità Urbana studiato dal Comune e dal Gruppo di lavoro del Prof. Enrico Musso) potrebbe rivelarsi estremamente interessante per gruppi privati alla ricerca di belle vergini da vampirizzare. Come già spiegato molte volte su questa rubrica una gestione intelligente del trasporto pubblico, con l’aggiunta del potenziamento della metropolitana, la creazione di una tranvia, la fusione con la realtà extraurbana e l’assorbimento della gestione dei parcheggi a pagamento, potrebbe rappresentare in prospettiva un investimento assai redditizio, e in Amt nonostante problemi legati soprattutto alla vetustà dei mezzi ed alla mancanza di un Polo Manutentivo, si è cominciato a guardare in questa direzione, parlando di potenziamento del Capitale Sociale, della Metrò, di fusione con Atp, ventilando forse una possibilità di internalizzare nuovamente i processi manutentivi e iniziando lo svecchiamento del parco bus, iniziato con l’arrivo delle 7000, delle 46xx e delle 94xx (un centinaio), il prossimo arrivo di una cinquantina tra 7000 e 46xx entro la fine dell’anno, di una quarantina di bus snodati da 18 mt. entro febbraio 2019, di una decina di veicoli elettrici entro la prossima estate e ultimo, ma non ultimo, l’assunzione di nuovo personale dopo un concorso per under trenta, già fatto, ci saranno assunzioni da una graduatoria ancora aperta e un nuovo concorso per over trenta disoccupati. Certo la strada è ancora lunga e complicata, c’è moltissimo da fare, ma come direbbe Gene Wilder in ‘Frankenstein Junior’: “SI – PUO’ – FAAREEE!!!”. Sarebbe dunque un peccato non insistere sulla strada della gestione pubblica, mi auguro dunque che il sindaco manager sappia resistere alle tentazioni demoniache e dimostri di saper capitalizzare la propria esperienza maturata negli States e in Liguria Digitale, trasformando il Tpl locale in un Modello da esportare in giro per il Belpaese, un po’ come avviene in Francia con il colosso pubblico Ratp.                               Dunque forza Bucci, non deluderci e mantieni con caparbietà la parola data in campagna elettorale. Un’Amt pubblica forte e competitiva sarebbe un volano eccezionale non solo per lo sviluppo della #cittàmeravigliosa, ma anche un successo per la tua carriera amministrativa!

Nel frattempo, un abbraccio a tutti Voi dal Vostro autista Barnaba