Fecciarossa

 

Il prof. Francesco Gastaldi, detto il SantoSubito, eletto almeno due anni fa mio politologo di riferimento, influencer raffinato e solitamente bacchettatore dei politici locali, da sinistra a destra, passando per il centro, nella vita di tutti i giorni, quando non è impegnato a vessare il politico o l’amministratore di turno con i suoi post tittillatori, fa il professore a contratto universitario. Presta la sua opera all’università Iuav di Venezia, facoltà di urbanistica. Il mercoledì’ solitamente è giorno di lavoro e deve raggiungere Venezia. Da un po’ di tempo a questa parte qualche problema di trasbordo gli e’ stato ridotto con l’entrata in servizio del Frecciarossa sull’intera tratta Genova Venezia. Ovviamente nei primi tempi il Gastaldi, che non è uomo particolarmente paziente nei confronti della sorte avversa, ha puntualmente protestato di fronte a tutti i problemi di aggiustamento che via via si presentavano nel perfezionamento del servizio. Da qualche tempo a questa parte il Frecciarossa, almeno nei Giorni in cui veniva utilizzato dal nostro docente partiva e arrivava abbastanza in orario. Talche’ sulla bacheca di Gastaldi non erano più apparse proteste nei confronti del super convoglio di Trenitalia.

Oggi, pero’ è accaduto l’irreparabile. E il Gastaldi non ha potuto fare a meno di andare dritto al punto “Il Frecciarossa tanto reclamizzato da Toti oggi non parte, guasto al treno. Regione Liguria…”. Seguito pochi minuti dopo da “Berrino & Toti e il Frecciarossa patacca … che non parte neppure …”. Con un ultimo commento esplicativo “Arrivo a venezia perdendo mezza giornata. Vedi tu”. E qualcuno, particolarmente malizioso, ha voluto sostenere che dopo l’ultima tormentata tornata elettorale, in cui sono crollate una dopo l’altra le roccaforti rosse, in Toscana, ma anche in Liguria, tutto ciò che nel paese abbiamo di rosso si appresti a subire un declassamento. Sempre che già non sia successo. Percio’ l’ambitissimo e modernissimo, nonche’ pubblicizzatissimo “Frecciarossa” diventerebbe così un infinitamente meno pomposo “Fecciarossa” – come cambia tutto il significato con la sola cancellazione di una lettera – per il quale sono previsti ritardi e, come è accaduto oggi, addirittura cancellazioni. E per il popolino e’ normale rivolgersi protestando a chi sta lassu’, governatori e assessori al turismo, che nell’esercizio ordinario delle loro mansioni sono chiamati a rispondere anche dell’orario e dei ritardi e delle soppressioni dei treni. Consiglio, nel momento della debacle ripetuta di tutto quanto rivesta il colore rosso, non sarebbe meglio provvedere al mantenimento in servizio dei treni veloci ribattezzandoli freccia verde Oro?

Giona

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