Se la Kultura e’ uno scivolo… ne

Si avvicina ed è iniziato il logico conto alla rovescia. Meno dieci. Dieci giorni alla festa della Costa Crociere con allestimento di piazza De Ferrari e via Venti Settembre con acqua e maxiscivolo, come se si stesse navigando sulla plancia di un transatlantico. Non sempre si può avere a disposizione una Vespucci, che proprio la scorsa settimana era ormeggiata in porto. E poi i genovesi insieme ad Albano e Romina potranno inneggiare alla Felicità.

Eppero’ nel migliore dei mondi possibili non è tutto oro quel che luccica. A riportarci con i piedi per terra e a deprimerci almeno un po’ ci pensa l’ex presidente della Fondazione Luca Borzani. Si era riproposto uscendo dalla scena culturale di restare in silenzio. Lo ha fatto giusto per un anno, poi ha deciso di dare fuoco alle polveri. Per carità’ con la sua solita verve paciosa e dimessa, e i toni soft di chi ne ha viste tante “E’ cosi’ gli incontri organizzati da Nicla Vassallo non sono piu’ bene accetti al Ducale. Nicla e’ stata tra le persone che ha contribuito con grande generosità’ a costruire un Ducale nuovo, aperto a tutti e non solo conventicola dei salotti. E’ persona non gradita. E non per motivi politici. Il Ducale visto che c’era consenso di pubblico ha conservato il vecchio programma del tutto indifferente al significato politico-culturale. No, Nicla non fa parte del giro di amichetti che, dallo Stabile al Ducale, devono essere riproposti. Cosi si cassa una figura riconosciuta a livello internazionale per qualche protetto di provincia.E’ una forma non di discriminazione politica ma di microfiliere di potere. In sintesi una vergogna che mi porta del tutto controvoglia a rompere un silenzio autoimposto e lungo un anno”. Il tutto al punto che non si capisce bene se la notizia scoop sia il benservito a Nicla Vassallo, o il fatto che l’assessore o il suo protetto Luca Bizzarri, siano riusciti a scalfire quel silenzio autoimposto e lungo un anno, esclusivamente sui temi della cultura. Che poi il Borzani continua a scrivere editoriali sulle periferie e sui profughi, se non ad intervenire a presentazioni di libri e aincontri a tema. L’ultimo sul 30 giugno. Vabbe’. Comunque l’ex assessore Alla legalita’ Elena Fiorini rilancia sulla sua bacheca e gli fa eco “Quanto ci scommettiamo che i cicli curati da Nicla Vassallo, fatta fuori dal “nuovo” Ducale, figura stimata in Italia e all’estero, verranno rilevati, magari con un diverso titolo, da un emerito signor nessuno? Da sapere e da non accettare in silenzio”. 

Insomma, povera Nicla Vassallo, esautorata proprio a cavallo con il solstizio d’estate notte in cui Shakespeare si prende gioco dei giuramenti d’amore e dei capricci di Cupido. Ma per la cultura elevata a quanto pare a Genova non correrebbero tempi fausti.

Pensate a tutta la querelle su Villa Croce sulla prospettata chiusura e sul suo utilizzo improprio. Chiusura su cui si interroga Luca Pirondini leader dei CinqueStelle in consiglio comunale “COSA STA SUCCEDENDO A VILLA CROCE? Sulla pagina web del Museo compare improvvisamente un generico quanto inquietante “arrivederci a Settembre”. È questo il meraviglioso piano di rilancio che il Sindaco Bucci e l’assessore Serafini hanno per Villa Croce? La chiusura estiva improvvisa del museo? Chiederemo in Consiglio Comunale all’Assessore Serafini che si faccia ulteriore chiarezza sulla gestione del Museo d’Arte Contemporanea, perchè dopo tanti proclami che hanno incensato il nuovo corso gestionale il primo risultato tangibile è che non ci sarà alcun tipo di manifestazione fino a Settembre. Se chi gestisce attualmente il museo si fosse accorto di non esserne in grado si faccia da parte prima di arrecare ulteriori danni di immagine al museo”. Il tutto condito con l’ultimo affronto  con devastazione di due delle tre opere “Barche” di Gabriella Ciancimino, un dipinto di Rocco Borella  spostato sulla parete laterale della biglietteria, per scopi di arredamento. E come se non bastasse pannelli divelti. Meno dieci, insomma, al calarsi le braghe. In attesa di vestire i panni dei crocieristi dell’immaginario, pronti a lanciarsi in discesa, e fra i flutti, percorrendo in bilico sulle terga tutta via Venti Settembre. È la Kultura pop, baby. E forse il sussiegoso Borzani, con i piedi ben saldi nel Novecento, non è in grado di comprendere.

Giona

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