Assenze, presenze, presenzialismi

Devo confidarvi che in questo caldo giorno di domenica di metà luglio, appena susseguente alla celebrazione in Francia della festa nazionale e della presa della Bastiglia con tanto di slogan repubblicano “Liberte’, Egalite’, Fraternite’”, sono in preda ad un preoccupante timore per il professor SantoSubito Francesco Gastaldi, mio politologo di riferimento, al quale rivolgo sempiterna gratitudine da almeno due anni a questa parte. Ad ispirarmelo altro non è stato che un post pubblicato sul suo profilo facebook solitamente molto attivo. Un post con questo tono “Alla luce dei 6 esposti/querele presentati nei miei confronti, in due mesi, da un consigliere comunale, esponente di centrodestra della maggioranza di Marco Bucci a Genova, il mio profilo sarà chiuso o inattivo. Mi e’ davvero impossibile continuare le attività di critica politica. Buon divertimento sugli scivoli ad acqua a tutti per questa estate”. E da quel giorno cioè l’8 di luglio, giusto una settimana fa sul suo muro nulla di suo è più comparso se si escludono le centinaia di commenti al suo annuncio di dismissione e qualche raro post di suoi amici fb. Che lo hanno menzionato.

Fra i commenti comparsi ne cito uno a caso. Quello di Giuseppe Vittorio Piccini, rappresentante dei nuovi socialisti e sostenitore del centrodestra anche nelle ultime amministrative “È preoccupante che un avvocato politico e di sesso maschile ti perseguiti per vie legali per stalking. Forse la tinta arancione lo pone a diritto fuori dai confini dell’etica liberale. Controlla in futuro i destinatari dei tuoi strali. Un politico chirurgo potrebbe decidere di operarti. Con stima”.

Marika Cassimatis

Particolarmente  significativo infine quello di Marika Cassimatis, ex grillina che aveva dovuto piegarsi anche lei, e a suo modo, in occasione delle ultime comunali, all’arroganza del potere. La Cassimatis arriva persino a ipotizzare un caso Tortora nei confronti del professore. Ipotesi un po’ fantascientifica, anche se i presupposti di un ingiusto linciaggio mediatico ad opera di una certa parte dell’informazione ci sono tutti. Spiega la Cassimatis “Un nuovo caso Enzo Tortora, a Genova?

Sono stati dati alla stampa stralci di frasi decontestualizzate relativi a una serie di querele presentate dal Consigliere comunale di FI Mascia contro il professore universitario Francesco Gastaldi, a tempo perso commentatore della politica genovese. Il diritto alla privacy su dati sensibili non è più tutelato nel nostro paese ( eppure il Garante della privacy lo abbiamo)?

Chi fa uscire documenti dagli uffici giudiziari e li passa alla stampa, documenti di una fase istruttoria in cui non e’ stata data ancora la possibilita’ alla controparte di difendersi? Tutto regolare? Un processo sommario diffuso da una nota di agenzia che ha evidentemente avuto accesso privilegiato a queste informazioni? Tutto regolare? Il senso di orrore per tutto questo e’ grande. Mi ricorda il caso di Enzo Tortora”.

Insomma il prof. SantoSubito ha potuto riscontrare una gara di solidarietà nei suoi confronti. E addirittura la Cassimatis ipotizza una volontà persecutoria di parte dell’informazione nei confronti di Gastaldi. Tanto è vero che qualche ora prima di scomparire il prof. affidava a facebook un altra sinistra suggestione “In questi anni solo una categoria di persone mi ha odiato più dei politici genovesi, i giornalisti genovesi …”.
Così nonostante la grande prova di solidarietà ha deciso di scomparire egualmente. Qualcuno sussurra che si stia preparando insieme ai suoi avvocati  a difendersi  e vendere cara la pelle. O che gli stessi legali gli abbiano suggerito una pausa. Di riflessione o forse no. Anche se noi tutti confidiamo che si tratti di un abbandono soltanto temporaneo, per ricomparire presto più titillatore e lucido di prima.

Elisa Serafini
Elisa Serafini

Da un’assenza preoccupante a una presenza che potrebbe tramutarsi a brevissimo in una dipartita, naturalmente non in senso necroforico, ma del trasloco, armi, bagagli e tanta supponenza, alla corte del governatore leghista Attilio Fontana, probabilmente come assessore. L’esasperato presenzialismo dell’assessore alla cultura pare abbia dato i suoi frutti. Del resto nessuno dubitava, suffragato anche dall’ansia di prestazione della Serafini, che l’ex Ludo, intendesse come minimo correre per le prossime regionali liguri. Ma si dice anche che ormai i suoi rapporti con il sindaco Marco Bucci fossero giunti al limite della rottura. La querelle su Villa Croce chiusa le avrebbe dato il colpo di grazia, insieme ad un certo nervosismo riscontrabile in molti colleghi per il suo spirito presenzialistico condito di solipsismo. Insomma la Serafini si sarebbe affrettata a smentire quella che avrebbe dovuto essere una notizia top secret. Mentre, al contrario il sindaco si affrettava a confermare la notizia di un rimpasto di giunta che avrebbe dovuto essere focalizzato proprio sul suo assessorato. Probabilmente ha suscitato troppi rancori all’interno della giunta per non rimanere vittima del fuoco amico.  Ne dà notizia sul suo profilo Andrea Guglieri con un lungo post in cui racconta: “Il 14 luglio della Serafini.Era un assolato, caldo sabato di luglio, chiusi gli scivoli, i genovesi distratti dalla politica, ed ecco che alcuni dei più classici e inattesi fulmini a ciel sereno sfiorano nientemenoché la Serafini.
Sul Giornale, amico del cdx per definizione, si dà quasi per certo un trasloco (promoveatur…) della giovane ex agente immobiliare nella giunta lombarda. L’interessata smentisce, ma resta questo notevole dettaglio, secondo l’articolo: “Il fatto è che Bucci indicherà presto il suo nuovo assessore alla cultura”. Insomma, Serafini smentisce il trasloco a Milano, ma non può smentire il rimpasto – a sue spese – di Bucci? Anche alcune sue posizioni critiche nei confronti della Giunta Bucci non sono rimaste sottotraccia”, insiste il Giornale.
E conclude, velenosetto, che “magari a Milano potrebbe piacere l’idea ironica di rivestire i cassonetti della spazzatura con il logo di Louis Vuitton che a Genova aveva fatto solo sorridere.”
Drizza subito le antenne, e si allinea nel fare eco alle critiche, il sito di inidiscrezioni politiche Genova3000, di solito molto cauto se non ossequioso con il cdx e anche con la Serafini.
“(Serafini) provoca qualche maldipancia anche tra i suoi colleghi a palazzo Tursi, che si sentono schiacciati dalla sua personalità, subita a volte anche dal sindaco. Oggi ha smentito un suo imminente incarico come assessore regionale della Lombardia. Il governatore Fontana però la vuole nella sua giunta. Riuscirà a convincerla?”

Insomma, nel centrodestra genovese sembrerebbero in parecchi a tifare per il trasloco, “dai Fontana, te la diamo gratis!”.

Ancora su Genova3000, un articolo apposito per rimarcare una prepotenza politica:”numerose proteste, anche all’interno della lista del sindaco Marco Bucci.

I maldipancia sono nati perché la consigliera municipale Patrocinio, voluta fortemente [come mini-assessore municipale] dall’assessora Elisa Serafini, ha raccolto alle recenti elezioni solo 34 voti” mentre altri ne hanno ricevuti molti di più.

E’ comprensibile che a livello di facciata il cdx genovese abbia sempre tenuto il sorriso finto a 32 denti, ma già si sapeva che il giudizio fortemente negativo su Serafini era diffuso anche “in casa”. Vedremo le prossime puntate“.

A questo punto, sempre in tema di presenzialisti, rimangono da accertare al meno due ordini di problemi. Se le accuse nei confronti del SantoSubito verranno ritirate visto che il legale agisce in nome e per conto della Serafini che il Gastaldi aveva da tempo messo nel mirino. O se, al contrario, l’ex assessore vorrà raggiungere Milano portandosi dietro l’aurea dell’amazzone guerriera. Problema non da poco, visto che il suo avvocato di riferimento, altro esponente del centrodestra in cerca  di pubblicità a buon mercato e di buoni rapporti con taluni giornalisti, in vista delle regionali, potrebbe decidere di tornare a più miti consigli.

Paolo Gozzi

Resterebbe da decidere la sorte dei saggi della Serafini. Primo fra tutti l’affascinante Paolo Gozzi, ex consigliere comunale del Pd durante la giunta Doria, poi trasferitosi nel Gruppo misto e approdato infine alla corte della Serafini. 

Altro presenzialista, almeno sui social e negli studi delle tv e radio locali, è il popfilosofo Simone Regazzoni che, a forza di evocare la potenza delle narrazioni e delle capacità di fare comunicazione di Salvini potrebbe aver finalmente trovato una sua collocazione come consulente a Palazzo Ducale. Sempreche’ l’improvvisa partenza della Serafini non gli liberi addirittura un posto in giunta. Del resto, potere delle narrazioni per potere delle narrazioni, a Marco Preve che su “La Repubblica” gli aveva predetto un posto alla corte della Serafini e di Luca Bizzarri, al Ducale, lui si era limitato a confutare di essere stato chiamato erroneamente Karateka, senza entrare minimamente nel merito della notizia. Una classica manovra di dissuasione per impedire che alla notizia venisse dato troppo seguito, e risalto. Soprattutto nel centrodestra, dove Regazzoni è stato sempre identificato come un esponente moderato e illuminato ma comunque del Pd, ma anche nel centrosinistra,,dove Il popfilosofo che voleva imporre le primarie  e’ passato per essere, pur da renziano, un parfascista. Insomma, a questo punto, la lenta marcia di avvicinamento e il processo di trasformazione si sarebbe completato. Che la popKultura, ricchi premi, cotillon e popcorn abbia finalmente inizo. Regazzoni è un ottimo comunicatore di se stesso ma anche uomo di sostanza. Altro che l’etereo filosofo. Domani proverà a spiegarvi, magari, che anche il famigerato salto della quaglia, ha alle sue origini motivazioni etiche.

Paolo De Totero

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