Compro-Oro e artigiani orafi non sono la stessa cosa

Riceviamo e pubblichiamo volentieri una nota stampa che abbiamo ricevuto dalla Consigliera Lilli Lauro inerente gli artigiani orafi che saranno fortemente penalizzati dal decreto attuativo. 
Prendono il oggi  via le nuove regole per l’esercizio dell’attività di “compro oro”, in base a quanto previsto nel decreto legislativo 92/2017.
 Le nuove disposizioni per l’esercizio dell’attività di “compro oro” sono state emanate in attuazione dell’articolo 15, comma 2, lettera l), della legge n.170 del 2016.
La nuova normativa,impone ai titolari delle attività di compro oro precisi obblighi finalizzati a garantire la piena tracciabilità della compravendita e permuta di oggetti preziosi e a prevenirne l’utilizzo illecito e il riciclaggio.

“Gli artigiani orafi liguri vanno sostenuti e tutelati non certo penalizzati. Sono costi e adempimenti assurdi quelli imposti alle imprese artigianali del settore orafo, con il decreto attuativo entrato in vigore oggi. Una norma da rivedere perché assimila gli artigiani agli operatori del compro oro e a chi svolge solo un’attività commerciale” ha spiegato Lilli Lauro. “La norma disciplina i compro oro ma, al tempo stesso, carica di nuova burocrazia e di costi gli artigiani orafi” ha detto la consigliera regionale prima firmataria di un odg, votato all’unanimità dall’assemblea. Il documento impegna il presidente Toti e la giunta a farsi promotori, nei confronti del Governo, di una richiesta di modifica del decreto che “ne limiti l’applicazione alla sola e semplice attività commerciale dei compro oro escludendo dalla sua applicazione le imprese iscritte all’Albo delle Imprese Artigiane operanti nel settore dell’oreficeria”.

Nelle 280 piccole e micro imprese dell’artigianato orafo si svolge un’attività che è diversa da quella commerciale. In questi laboratori gli artigiani lavorano gioielli in maniera creativa. “Ben vengano le norme antiriciclaggio – conclude Lilli Lauro – ma questo provvedimento, che prevede tra l’altro l’iscrizione al registro degli operatori e l’apertura di un conto corrente dedicato alle operazioni commerciali, penalizza fortemente le piccole imprese artigianali del settore orafo che in questi anni sono state già danneggiate dalla contrazione del mercato”.