Anche due dipendenti AMIU della rimessa di Campi tra le vittime accertate del crollo del Morandi

Genova – “Due miei colleghi fanno parte delle 26 vittime accertate fino a questo momento.  Forse, ma non è certo, altri due sono dispersi. Ancora non riusciamo a spiegarci e a capire ciò che è successo… La nostra parte razionale non lo accetta”.

Comincia così lo sfogo di Paolo Petrosino – dipendente di AMIU Genova, delegato USB e vicecoordinatore RSU – che poi tiene a precisare:Le nostre rimesse sono tutte sotto i viadotti e ora mi rendo conto come e quanto la nostra categoria sia tenuta in considerazione.
La rimessa Campi negli ultimi 2 anni è stata colpita da pezzi di ferro che cadevano dal viadotto, tanto che, oltre alle reti, è stato necessario montare a protezione una struttura fatta da impalcature e che obbligasse il transito di mezzi e lavoratori in un solo punto”.

“Ricordo che solo il momento della doccia ha salvato molti colleghi da un’orribile fine”, continua col nodo in gola e accusa: “Guardo la tv mentre flotte di politici, ingegneri, cardinali, tuttologi, puntano il dito, vogliono nomi, giurano punizioni, invocano Dio. Mi chiedo perché le cose non cambino mai e quanto la nostra indifferenza contribuisca a questo stato delle cose o se le povere vittime di oggi serviranno almeno a farci cambiare, a migliorare la vita di tutti noi e a scongiurare altri eventi di questo tipo”.
Quindi conclude con un appello che facciamo nostro anche noi: “Cercate in voi la risposta se ci riuscite… Io non ce la faccio, la mia parte razionale non ha risposte. L’unica cosa in me perfettamente chiara è una sensazione alla bocca dello stomaco, dolore, paura, disgusto, impotenza, rabbia… tanta rabbia e la certezza di vivere in un sistema fragile. Fragile come quel maledetto viadotto“.

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