Bucci…a di banana

Lungi da me la subdola e infingarda tentazione di voler infierire su una collega – per giunta donna – della quale, a parecchie ora dal misfatto , peraltro, ignoro ancora il nome e cognome. Le generalità’, direbbe un cronista di nera. Una collega, che molto probabilmente, per chi non ha alcuna intenzione di sciogliere le cortine fumogene, rimarrà per tutta la vita l’inviata di SkyTg24. La giornalista che non ha riconosciuto il sindaco di Genova Marco Bucci. E non solo. Per giunta lo ha apostrofato come un passante qualunque in piena piazza De Ferrari, proprio mentre era in corso una manifestazione di solidarietà per i defunti e gli sfollati delle abitazioni situate sotto al ponte Morandi collassato. E il nome, se mi ricordo bene quali erano e probabilmente ancora sono, i vizi della mia categoria – che per alcuni politici a torto o a ragione e’, o e’ stata una sorta di casta di pennivendoli che si sono offerti ai politici o alle varie maggioranze di regime – circolera’,  con tanto di aneddoti e sorrisetti nelle redazioni dei giornali. Pero’ è bene difenderlo e non renderlo pubblico. Anche se ormai la sua notorietà deve essere aumentata esponenzialmente per quella gaffe da “sorridi, sei su scherzi a parte”.

 Dicevo, quindi che per me la signora, o signorina, rimarrà per tutta la vita l’inviata di SkyTg24, scivolata sulla classica  Bucci…a di banana. A renderla famosa ha contribuito anche il presidente della Fondazione Palazzo Ducale, del resto la scena si è svolta proprio a pochi passi da quello che dovrebbe essere il suo luogo di lavoro. Luca Bizzarri, al quale probabilmente deve essere rimasta una buona dose di “bastardaggine dentro”, virale per chi ha condotto “le Iene” e “Scherzi a parte”, da comico scafato non ha nemmeno dovuto impegnarsi piu’ di tanto visto quanto la ripresa era surreale. Così ha postato su Twitter il filmato sottolineando: “Quando nel dramma, nella tragedia, basta spostare un attimo il punto di vista per far nascere un piccolo, solitario, sorriso ‘Veda un po’ lei’”.

Naturalmente il mondo social che da qualche giorno faceva i conti con notizie funeste, o peggio con diatribe politiche, fra ovazioni, applausi, clacque e fischi, non ha potuto fare a meno di concedersi un intervallo ed andarci a nozze. E anche in questo caso le tifoserie si sono, comunque divise. C’è stato chi ha lodato il sindaco per la sua algida risposta “Sono il sindaco veda un po’ lei”. Chi al contrario ha preso le parti  della povera collega, probabilmente catapultata nella nostra città al rientro dalle ferie. Chi ancora, stupito, ha asserito che il sindaco Bucci in una situazione del genere non si poteva non riconoscerlo, soprattutto se si lavora nel mondo dell’informazione. Chi si è dimostrato comprensivo, sostenendo che il bello della diretta, non e poi tanto bello quando ti espone a figuracce del genere. Perfino chi ha giustificato la signora – o signorina – visto che u “scindecu cu cria”, che qualche ora prima si era scusato per aver gridato e battuto i pugni troppe volte, nella specifica occasione non indossava ne ‘ la giacca ne’ la cravatta, e nemmeno la fascia tricolore. Al contrario, essendo domenica, aveva indosso una anonima maglietta turchese. Vabbè tutto fa. Probabilmente la collega, avendo un po’ più’ di presenza di spirito e conoscendo meglio i nostri notabili istituzionali, avrebbe potuto schiacciare l’occhio e rispondere a Bucci, nerviese purosangue, eppero’con una lunga esperienza lavorativa negli Stati Uniti, che pensava risiedesse a Novi Ligure. Con esplicita allusione al suo mentore e governatore Giovanni Toti che, in periodo pre elettorale aveva piazzato il Comune della provincia di Alessandria nella nostra regione. Oppure avrebbe potuto rispondere che pensava che il Bucci fosse cittadino della periferia di Milano. Con altrettanto strisciante allusione ad un contestato, e in seguito abbandonato, slogan del nostro sindaco all’apertura della sua campagna elettorale. Comunque e’ un attimo e, oltre alla presenza di spirito, sarebbero occorse conoscenze approfondite della storia politica dei nostri amministratori che, probabilmente, la sfortunata collega, essendo inviata, non possedeva.

Alcuni hanno perfino sostenuto che si trattasse di una gag studiata al tavolino. E comunque credo che se così fosse stato il simpatico Marco Bucci, manager e sindaco di Genova, avrebbe dovuto avere un’altra parte in commedia. Con una battuta tipo “Lei e’ una buontempona e mi sta prendendo in giro. Da sindaco della città penso che….”. Con qualche sorriso, una stretta di mano e tanti saluti ai suonatori. Magari qualcuno, perché il weeb è così, avrebbe iniziato a parlare di cattivo gusto, in mezzo a tanto dolore. Insomma si è trattato proprio di uno scivolone. Così sono iniziati a circolare meme con faccia stravolta di Gilberto Govi -l’espressione di “Ma Gigia”- al posto di quella di Bucci, e la scritta “Veda un po’lei”. O peggio quello con la faccia di un serafico Papa Francesco che rispondeva il rituale “Veda un po’ lei” alla domanda. “Scusi, lei è cattolico?”. Con tanta ironia e nemmeno troppa cattiveria.

 

E comunque, a margine di una tanto effimera vicenda, vi do’ la notizia. Pare che il sindaco di Genova Marco Bucci abbia già commissionato una cravatta a un noto artigiano genovese per sostituire quella un po’ abusata della campagna elettorale, con la scritta “Femmo torna Zena Superba”. Naturalmente, blu come si addice ad un genovese purosangue. Vessillo bianco con croce di San Giorgio rossa. Lo stemma di Genova per il quale sempre il Marco Bucci si è impantanato in una querelle con i reali inglesi. E scritta “Veda un po’ lei”.

Fake news o no? Posso rispondere in un solo modo. “Vedetevela un po’ voi”. Eppero’ che sollievo quando tocca ad un altro di dover forzatamente scivolare.

Giona