L’economia della Valpolcevera in ginocchio dopo il crollo del Morandi

Genova– Si sentono stretti in una morsa.
Sono i commercianti, gli artigiani, i professionisti di Certosa e di tutta la Valpolcevera che, intrappolati dal crollo del Morandi dietro il muro invisibile della Zona rossa, guardano al futuro con incertezza.

Per questo ieri sera, durante la riunione del CIV Certosa alla quale ha partecipato anche il Municipio V, hanno dato mandato allo stesso CIV di rappresentarli.
“Sarà una voce importante, insieme al Municipio, per rappresentare tutti quelli che noi chiamiamo gli sfollati del lavoro”, dice Fabio Bertoldi, veterinario con lo studio in via Fillak, a due passi dalla Zona rossa, che poi aggiunge: “Faremo richiesta ad Autostrade di un risarcimento una tantum a fondo perduto”.

In un primo momento, infatti, il tentativo di Autostrade è stata l’offerta di un risarcimento del danno stimato per il periodo tra il 14 e il 28 agosto.
“Difficilmente quantificabile”, continua Bertoldi che precisa: “Molte attività in quel momento erano chiuse per ferie. Non è così che si può approcciare il problema, quindi facciamo una sorta di class action per far valere le nostre ragioni”.
Del resto, le difficoltà vere legate alla mobilità non si sono ancora mostrate del tutto e i commercianti guardano con il fiato sospeso all’inizio dell’anno scolastico.

Per Certosa si parla di almeno 200 attività economiche ma il problema investe anche altre realtà, spiega Bertoldi: “Ieri il Municipio lo ha fatto presente, la situazione è grave non solo per Certosa e Rivarolo ma anche per tutti i comuni limitrofi che insistono sulla Valpolcevera. Mi viene in mente Ceranesi, ad esempio. Poi ci sono Bolzaneto, Murta. Insomma, il disagio è in tutta la Valpolcevera” e conclude: “Non sono 50.000 o 60.000 persone. Credo siano ben di più e bisogna dare una risposta anche a loro“.

Simona Tarzia