Crollo del Morandi, Toti: “Sono circa 150 gli appartamenti coinvolti dai lavori di demolizione”

EMERGENZA MORANDI: PRESIDENTE TOTI, “INIZIATA ANALISI BOZZA PRELIMINARE PIANO DEMOLIZIONE, ULTIMATO ENTRO UNA SETTIMANA CIRCA. SE CI SARÀ IL VIA LIBERA, DEMOLIZIONE AL VIA ENTRO UN MESE”.

Genova – “È iniziata oggi con società Autostrade l’analisi di una bozza preliminare del piano di demolizione che verrà ultimato nei prossimi sei o sette giorni circa, non appena saranno effettuati i sopralluoghi indispensabili a stabilire i dettagli del piano stesso. Questo piano, che dovrà essere valutato da diversi soggetti, prevede complessivamente tempi più brevi rispetto a quelli annunciati inizialmente, con l’utilizzo di diverse tecnologie, con lo smontaggio della parte ovest e la demolizione in parte robotizzata e in parte con esplosivo della parte est. Se il piano verrà approvato da tutti i soggetti competenti, entro un mese potrebbero iniziare i lavori di demolizione”.
Così il presidente della Regione Liguria e commissario straordinario per l’emergenza, Giovanni Toti, al termine della riunione che si è svolta oggi in Regione Liguria con il sindaco Marco Bucci e il concessionario del ponte Morandi società Autostrade. 

In attesa dell’attuazione del piano di demolizione, il commissario Toti ha spiegato che “sarà necessario porre in essere tutte le azioni utili al monitoraggio della stabilità del manufatto esistente, per consentire alcune misure urgentissime per la città, e per consentire la definizione puntuale del piano di demolizione da parte di società Autostrade. Rimane invariato il nostro obiettivo: riavere un ponte bello e in tempi ragionevoli”.

Quanto alle case della Zona rossa, Toti ha aggiunto: “Delle case sotto il moncone est di Ponte Morandi circa 150 appartamenti verranno interferiti dalle demolizioni ma non è previsto al momento alcun piano di abbattimento preventivo”

Il Sindaco Marco Bucci ha sottolineato l’urgenza di liberare alcune aree indispensabili per la città e in particolare la necessità di procedere il prima possibile con “la riapertura di una via di collegamento con la Valpolcevera, la riattivazione della linea ferroviaria e la possibilità per le famiglie sfollate di rientrare temporaneamente nelle proprie case per recuperare i propri effetti personali”.

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