Pastorino, Rete a Sinistra: “Finchè non sarà ristabilita la viabilità, la Valpolcevera ha bisogno di un centro medico di primo intervento”

Genova – Potenziare il servizio notturno delle farmacie di turno in Valpolcevera, a seguito del crollo di ponte Morandi: questa, in sintesi, la richiesta contenuta nella lettera inviata stamane dal capogruppo di Rete a Sinistra / LiberaMente Liguria Gianni Pastorino a Federfarma, all’Ordine dei Farmacisti di Genova, all’assessore Viale e al commissario di A.Li.Sa, Walter Locatelli.

«Ci giungono segnalazioni che durante la notte non si trovano farmacie aperte in Valpolcevera. Quindi è praticamente impossibile far fronte alle emergenze, considerato l’isolamento dal resto della città sofferto dalla valle dopo il crollo di ponte Morandi – dichiara Pastorino -. Questa mattina abbiamo inviato tempestivamente una lettera a Federfarma e Ordine dei Farmacisti di Genova affinché il servizio, che riteniamo imprescindibile, sia ripristinato e potenziato con urgenza. In questo momento trovare una farmacia aperta di notte in Valpolcevera rappresenta un segnale forte di presidio del territorio: ciascuno faccia la propria parte affinché questa comunità non si senta abbandonata».

«Lo stesso discorso è applicabile alle pubbliche assistenze, alla rete dei pronto soccorso e, in generale, a tutta l’infrastruttura dei presidi e dei servizi sanitari. Ora è davvero molto difficile raggiungere Villa Scassi, l’ospedale più vicino dotato di pronto soccorso e di specialità fondamentali – puntualizza Pastorino -. Pensiamo, ad esempio, cosa possa significare tutto ciò per un malato affetto da patologie cardiache gravi: con l’emergenza scoppiata dal 14 agosto, l’accessibilità al servizio può segnare la differenza fra la vita e la morte. Per questo riteniamo che alcune specialità sanitarie, oggi assenti, debbano essere ricollocate da subito in una zona baricentrica della valle».

«È assolutamente necessario riconnettere la Valpolcevera alla città; al più presto – conclude Pastorino –. Ma nel frattempo la Regione deve creare una filiera con tutti gli enti preposti per attenuare un isolamento che rischia di essere mortale: anzitutto per la salute dei cittadini, ma anche per l’economia e per lo stesso tessuto sociale di questo territorio ferito».

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