Cep, Circolo Pianacci, la migliore delle periferie possibili.

 

 

A volte penso di avere proprio una sfera di cristallo che funziona. Ci scherzavo su qualche giorno fa… “Un sfera di cristallo in palla”. Proprio ieri mi è capitato fra le mani un mio articolo di quasi sette anni fa. Bei tempi andati quando lavoravo ancora a “Il Corriere Mercantile” e, soprattutto, quando il quotidiano esisteva ancora. Un articolo scritto per raccontare la bella iniziativa di parlare pubblicamente del circolo Pianacci e del Cep di Pra’ passato ad essere da periferia collinare e quartiere dormitorio a riuscito esperimento di aggregazione sociale. Ricordo che a quel tempo se ne occupo’ persino il professor Pierfranco Pellizzetti con un lungo articolo su MicroMega in cui definiva un po’ pomposamente l’agglomerato sulle alture di Pra’ un esempio di riformismo reale e che come scrissi allora “Mutuando la frase dalla teoria filosofica di David Kellog Lewis, filosofo americano noto per lo slogan di Seattle “ Un altro mondo e’ possibile”, anche un’altra periferia è possibile”. Già perché per molto tempo, fino ad oggi e possibilmente anche per il futuro, il Cep è passato grazie all’opera di volontariato di alcuni abitanti, ad essere percepito come un esempio da fiore all’occhiello dei quartieri dormitorio popolari. Con la trasformazione da “Bronx del ponente” e l’acronimo Cep (Centro edilizia popolare) trasformato per merito di quel “Bronx” in Centro Elementi Pericolosi. Ma stiamo parlando di parecchi anni fa. Almeno ventitré.

 

Perché nell’era post avvento di Carlo Besana, l’ex farmacista che ancora vi abita, e ne ha fatto un presidio e osservatorio con la Pianacci tutto è andato gradatamente migliorando, grazie anche al proficuo impegno di Don Gallo e dei suoi ragazzi. E soprattutto degli abitanti che calcando lo stesso  spirito di Carlo Besana hanno trovato una sorta di rinascita sociale dal basso. E di li, probabilmente la citazione professorale di esempio di riformismo reale.

Carlo Besana
Carlo Besana

Epperò anche le belle favole in questo mondo dove l’individualismo sempre più spinto sta prendendo il sopravvento facendoci perdere il senso dell’idea di collettività, mentre il confronto contrabbandato all’ennesimo potenza per l’esistenza delle tecnologie esiste sempre meno, anche le belle fiabe finiscono o rischiano di finire. Nella mia memoria più fresca il Cep è l’ultimo partecipato concerto dell’orchestra del teatro Carlo Felice a cui sono stato presente dal quale ho visto sul palco assessori di Regione e Comune a sancire, probabilmente, l’idea di una attenzione particolare delle amministrazioni per una periferia collinare che grazie agli sforzi e alla consapevolezza degli abitanti ha saputo rivelarsi non solo virtuosa, ma persino di esempio per le molte periferie collinari e dormitorio gravate da ben più importanti problemi.

Epperò, come dicevo, anche le belle storie finiscono o rischiano di finire.

A farmi sobbalzare sulla sedia è stato un lungo comunicato postato da Carlo Besana sul suo profilo nel quale comunica “A partire da lunedì 10 settembre e fino a data da destinarsi (per almeno due settimane) i cancelli del Circolo Pianacci saranno chiusi. E’ una decisione deliberata dal Consiglio Direttivo del Circolo Pianacci le cui motivazioni sono illustrate nella comunicazione inviata al Presidente del Municipio VII Ponente, Claudio Chiarotti, qui riportata integralmente.
Il Presidente Chiarotti ha assicurato la richiesta di maggiore vigilanza da parte delle forze dell’ordine affinché venga garantito il rispetto della chiusura disposta dal Pianacci e possano essere perseguite le eventuali violazioni”. E poi qui di seguito il comunicato “Egr. Presidente Chiarotti,
come già anticipato telefonicamente a partire dal prossimo 10 settembre sia il bar del Circolo Pianacci che i cancelli di accesso all’area Pianacci saranno chiusi fino a data da destinarsi, non inferiore a due settimane.
La decisione è stata assunta dal Consiglio Direttivo della nostra Associazione a seguito di ripetuti episodi di maleducazione, prepotenza e grave mancanza di rispetto verso le persone che dirigono l’Associazione e verso il gestore del bar del Circolo, ed il mancato rispetto delle minime regole di civile convivenza da parte di frequentatori, abituali e non, degli spazi datici in concessione dal Comune di Genova.
Tutto questo in aggiunta a fenomeni, già segnalati nel recente passato, di atti di piccolo vandalismo e/o di pericolo pubblico messi in atto da giovanissimi.
Come a Lei noto, il nostro è un circolo privato (affiliato ad Arci); per nostra scelta è stata da sempre privilegiata la libera fruibilità da parte dei cittadini (residenti nel quartiere e non) rispetto alla possibile (e legittima) facoltà di renderlo fruibile ai soli Soci.
Crediamo sia utile, e ci auguriamo possa veramente esserlo, dare un segnale forte a chi ha scambiato gli spazi aperti, ben curati, con molta fatica, senza costi per la collettività, in praterie nelle quali potersi permettere tutto ed il contrario di tutto; un segnale che ci auguriamo possa essere recepito anche dalla parte “sana” che quotidianamente frequenta il Pianacci: sicuramente sarà la più penalizzata dalla chiusura dei cancelli ed il nostro auspicio è che da questo possa trovare lo slancio necessario per vigilare ed operare, in futuro, al nostro fianco, affinché questi spazi vengano vissuti come meritano, quantomeno con l’obiettivo di garantire il minimo sindacale di civile convivenza, unico argine al rischio di una futura decisione definitiva.
In questo periodo saranno garantite (sia pure a cancelli chiusi) sia le attività già programmate (Centro Estivo “AllenaMente” promosso dall’Istituto Comprensivo Voltri II – dal 10 al 14 settembre dalle 9 alle 15; allenamenti pomeridiani e serali di pattinaggio al PalaCep) che le attività di manutenzione (taglio erba ed altri interventi) svolti da nostri collaboratori.

Sarà nostra cura informarLa tempestivamente sull’evoluzione della situazione e sulla data della riapertura”.

Insomma, se da una parte il circolo non intende rinunciare alle sue attività di servizio a favore di associazioni private e dei suoi abitanti, dall’altra si preoccupa di dare segnali forti a cittadini e istituzioni. Per carita’, la Pianacci è già stato vittima in passato di qualche limitato atto di vandalismo e di furti del materiale custodito all’interno del tendone, ma in questo caso si tratta d’altro. Di qualche crepa iniziale che incomincia ad affiorare e a violare la consapevolezza della comunità della conquista sociale raggiunta a prezzo di sacrifici di un gruppo di abitanti.

Spiega Carlo Besana che da sempre risulta un attento osservatore delle dinamiche sociali sul suo territorio che nel tempo nel quartiere la popolazione iniziale è andata via via modificandosi e che purtroppo anche la concezione di collettivita’ è andata trasformandosi. Probabilmente la sensazione di qualche cosa di ormai acquisito spinge qualcuno a concepire anche i servizi della Pianacci nello stesso identico modo in cui in altri quartieri vengono percepiti i parchi, le crose, il servizio di raccolta dei rifiuti, in una città sempre più in balia del degrado.

Osserva provocatoriamente Giorgio Scarfì mio amico social e sempre attivo sul profilo del Gruppo “Genova contro il Degrado” che può contare su oltre 10 milioni aderenti: “Prima chiude il supermercato Ekom, adesso il Pianacci: manca solo che interrompano le corse degli autobus. In fondo il Cep è la periferia delle periferie. Chissene????”. E spiega Stefano Salvetti del Sicet “Besana ha dovuto subire anche nel 2011 un attacco politico per non essersi voluto piegare. Quella sua tenacia  per umanizzare quel quartiere, nato solo, come altri,per dare una disordinata, frettolosa, risposta allogiativa di scarsa struttura edile. Quello che tentiamo di fare per i restanti quartieri Erp (edilizia residenziale pubblica), implementare al Cep, come Sicet abbiamo richiesto di convocare gli statI generali per l’Erp,

Er rimettere in fila, politiche, risorse, soggetti, istituzioni. Accolta da Comune e Regione, dovrà slittare per quanto accaduto”.
Intanto non ci rimane che registrare la chiusura della Pianacci per almeno due settimane. E per i nostri politici alle prese con problemi enormi di viabilità, probabilmente in un periodo abbastanza breve occorrerà diversificare. Magari per scoprire che anche la realtà dei quartieri collinari fa notizia e permette allo stesso modo di fare propaganda e comunicazione. In fondo le elezioni si avvicinano per tutti.

Paolo De Totero

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