Salvatore M5S: “Ericsson unica azienda degli Erzelli a negare il telelavoro”

Che le Multinazionale svedese fosse un’entità separata dal territorio dove opera era ormai assodato. La lista di licenziamenti negli anni passati si è sempre più allungata e spesso, Ericsson, si è distinta per i sistemi beceri utilizzati nel comunicare ai dipendenti l’interruzione del rapporto di lavoro. 
Anche questa volta il colosso delle telecomunicazioni non si è smentito.
Di seguito il comunicato arrivato stamattina da Alice Salvatore, portavoce del M5S in Consiglio Regionale:

“In un momento di grandissima difficoltà per Genova e per i genovesi, specialmente a Ponente, Ericsson è l’unica azienda degli Erzelli che non permette ai dipendenti di svolgere la propria attività tramite telelavoro o smartworking, né garantisce un servizio navetta straordinario per raggiungere la collina.
Insomma, una chiusura su tutta la linea che stona con il clima che si respira in città, e anche agli Erzelli, dove aziende e lavoratori stanno trovando soluzioni logistiche efficaci per far fronte all’emergenza. Su questo punto siamo pronti a presentare un Ordine del giorno in Consiglio regionale con cui chiediamo a Toti che, come Presidente di Regione, faccia moral suasion su Ericsson affinché accolga le legittime richieste dei lavoratori in difficoltà, scandite peraltro dalle impegnative che lo stesso Toti (insieme a Bucci) condivide in qualità di commissario all’emergenza.

In un momento in cui la città è in ginocchio, ognuno deve fare la propria parte per ridurre le conseguenze collaterali di questa ferita ancora aperta. A farne le spese sono soprattutto i dipendenti di Levante e Valpolcevera, costretti quotidianamente a fare i salti mortali per raggiungere il posto di lavoro, contribuendo inevitabilmente ad ingolfare ulteriormente un traffico già a livelli di emergenza. Se tutti facessero come Ericsson, Genova sarebbe condannata alla paralisi totale.
Purtroppo ancora una volta Ericsson conferma di avere ben poco a cuore il territorio e chi qui vive, a cominciare dai propri dipendenti, da cui in questi anni ha ottenuto molto più di quanto ha restituito”.

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