Barnaba è sempre in coda, da autista AMT e da cittadino

Il Nautico ha aperto i cancelli, e le proteste, che avrebbero potuto essere forti, sono fioche, un paio di striscioni che recitano il malessere di Sampierdarena, stretta tra il crollo del ponte Morandi, Lungomare Canepa trasformato in autostrada, Via della Superba, per modo di dire aggiungo io, non essendo ancora transitabile dai mezzi over 7,5 t a causa di un viadotto poco sicuro e la Guido Rossa che senza collegamento con l’A10 non è altro che un moncone inutile, così come è minimo anche l’impatto sul traffico cittadino, che essendo già al collasso da oltre un mese soprattutto nella zona ponentina, dove Borzoli è l’epicentro del caos, continua coerente nel suo lentissimo scorrere quasi anestetizzato, apatico e in molti casi sfiduciato. Dopo gli interventi autocelebrativi e molto social delle istituzioni locali e nazionali (vedi celebrazione del mese-crollo e inaugurazione di Via della Superba) che hanno lasciato parecchio amaro in bocca a molti cittadini (soprattutto a quei 600 che hanno perso con la casa anche ogni certezza) a causa della loro vacuità e inconsistenza di idee, ecco che con l’apertura del Salone Nautico arriva anche l’immancabile intervento del Ministro Toninelli, che dichiara: “Non vogliamo solo rifare bene e velocemente il ponte Morandi, ma anche renderlo un luogo vivibile, un luogo di incontro in cui le persone si ritrovino, possano vivere, giocare, mangiare”. Proprio quello che avrebbero voluto sentirsi dire gli sfollati che hanno dichiarato più volte di non voler vivere mai più vicino ad un ponte! Non so quanto questi poveri pugili rintronati da tali ganci, impiegheranno a riprendersi, ma di una cosa sono certo, presto accadrà e se non ci saranno soluzioni fattibili e soprattutto lungimiranti, si alzeranno dal tappeto e cominceranno a rispondere colpo su colpo e questa non sarebbe una cosa positiva, soprattutto per la città.

Quindi da addetto ai lavori mi sento di consigliare caldamente di abbattere il prima possibile i monconi di ponte Morandi, riaprire Via Fillak, Corso Perrone, Via Perlasca e Via 30 Giugno per decongestionare il ponente e limitare al massimo incidenti, code, disagi (l’ultimo caso di due giorni fa, un tir ha completamente bloccato Via Borzoli) e inquinamento massiccio e concentrato, rilanciare quindi il tessuto economico della zona che sta agonizzando e consegnare nuovamente alla città le linee ferroviarie. La demolizione va fatta subito, anzi andava fatta l’altro ieri. Si lavori dunque per attivarla, meno parole, meno sorrisi, meno selfie e più fatti. Il trasporto pubblico non è in grado di reggere a lungo e la cosa penso che sarà ormai piuttosto evidente, basti vedere i trenini di bus a pagamento vuoti e navette gratuite stipate, le banchine della metropolitana piena di gente che non riesce a salire sui treni, il caos dello snodo di Brin, senza contare che alcuni bus ‘milanesi’ già cominciano ad avere i primi problemi meccanici e considerato che nessuno rinuncerà mai alle auto (a meno che la cosa non venga ‘stimolata’ dalle istituzioni locali) è fondamentale procedere spediti, vi prego.  

Da cittadino che viaggia, invece, vorrei consigliare a chi ci governa di ricostruire un ponte che abbia un senso e che non sia fatto all’italiana, ovvero in modo rabberciato, approssimativo e che soprattutto migliori le criticità di quello che non c’è più. Si faccia in modo che la struttura sia in acciaio e che segua le più moderne tecnologie, che garantiscano alla struttura elevati standard di solidità, durevolezza, facilità manutentiva e di sicurezza. Che abbia sbocchi e raccordi tali che agevolino il traffico che da ponente si muove verso il levante e l’entroterra. Che tenga presente delle criticità del nostro territorio martoriato e a continuo rischio idrogeologico.

Da contribuente poi chiedo che tutte le soluzioni fin qui studiate (e si spera completate a dovere) ad esempio Via delle Suberba e Strada Guido Rossa, restino attive anche dopo la fase emergenziale.

Da osservatore di ciò che accade attorno a me, infine, voglio sperare che si rivedano in toto le politiche della privatizzazione, che venga presa seriamente in considerazione il cambio della gestione attuale di Autostrade e che ci possa essere giustizia e certezza della pena, affinchè alla fine di questo incubo noi si possa riportare i nostri figli in un luogo rinato dove ricordare in pace chi non c’è più e immaginare un futuro possibile per la città.

Nel frattempo un abbraccio a tutti Voi dal Vostro autista Barnaba   

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