Casalino potrebbe anche aver detto una cosa intelligente

“Se non si farà il reddito di cittadinanza, allora per tutto il 2019 ci dedicheremo soltanto a far fuori tutti questi pezzi di m… del Mef”

“Il vero problema è che al Mef ci sono una serie di persone che stanno lì da decenni. Sono loro che hanno in mano tutto il meccanismo e che proteggono il solito sistema e non ti fanno capire le varie voci di bilancio, in modo che si possa tagliare”

È difficile parlare o scrivere di Politica senza aspettarsi reazioni da arena di una o dell’altra fazione.
Sì, perché in realtà il mondo si divide in fette ben precise: passiamo da “e allora il Piddi” a “voi fascioleghisti” a “i grullini”, per non dimenticare “eh vabbè, ma allora quelli prima…” a lasciar intendere che esiste un periodo di garanzia che consente di fare o dire scemenze.
Rocco Casalino – responsabile comunicazione del M5S – non brilla per il suo passato da statista, ma questa volta, a parer mio, l’ha azzeccata.
Ricordo la storia di un imprenditore che, dovendo per forza passare il vaglio di un  Ministero, si lamentava dei rapporti un po’ tesi con alcuni funzionari . Il tutto nato dall’urgenza di dover consegnare un progetto e di essersi trovato a fare una lunghissima anticamera perché questi funzionari chinati sulle pratiche dicevano : “ndo annamo oggi? Magnamo là?
Dopo una lunga attesa e un po’ di parapiglia nel lungo e severo corridoio  del Ministero in questione  avveniva la consegna del plico, al quale venivano apposti timbri, numeri di protocollo, firme e anche un timbro invisibile: “questo è un rompicojoni”.

Al netto di questa vicenda che sarà sicuramente un atto isolato, e qui mi metto al riparo dalle ire di tutti coloro che fanno un lavoro simile a quello dei tre funzionari romani, il problema esiste perché a fronte di un nuovo governo la macchina burocratica interna rimane più o meno invariata. E si sa, nel paese del “Timbro Re” tutto può accadere.
Un altro aspetto da non sottovalutare è l’alta percentuale di assenteismo nei Ministeri italiani. Gli ultimi dati si attestano su un 20% circa sul totale dei giorni di lavoro. Significa che la settimana lavorativa è piuttosto corta e il primo premio è stato vinto, nel 2017, dal Ministero del Tesoro. Bisogna dire che il dato va letto nella sua completezza. Ci sono certamente i furbi, ma nella percentuale finiscono anche ferie, malattia, legge 104, i congedi di qualsiasi specie, e le aspettative.
In sintesi, oggi manca il timbro, domani il funzionario, non trovo la pratica, ho perso la cassettiera, ho mal di schiena. Non credo che Rocco Casalino si sia addentrato nelle percentuali per dichiarare ciò che ha dichiarato, ma a pensarci bene, anche inserendo nell’ingranaggio funzionari e dirigenti “amici” sia comunque complicato controllare una quantità così ampia di dipendenti della Pubblica Amministrazione che peraltro conoscono benissimo  regolamenti e procedure.

Insomma, a pensar male come ha fatto Casalino, si fa peccato ma spesso ci si azzecca, anche se lui rappresenta il nuovo che avanza e Andreotti è uno dei simboli del fallimento della prima Repubblica.

fp

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