Riaprire la Santa Limbania-Campasso al trasporto pubblico: ecco perché non tutti sono d’accordo

Genova – Dopo l’annuncio, la settimana scorsa durante la conferenza stampa di Rete a Sinistra/Liberamente Liguria, della possibilità di recuperare nuove viabilità come la linea “Genova Santa Limbania- Campasso” per alleviare i disagi del traffico creati dal crollo del Morandi (vedi QUI l’intervista al Consigliere Gianni Pastorino), abbiamo effettuato un sopralluogo sul posto (QUI) e scatenato un po’ di polemiche.
Non si tratta, infatti, di una proposta che incontra il favore unanime e vi spieghiamo il perché.

Non è una buona idea perché nessun mezzo di trasporto può arrivare a Certosa da qui a causa del divieto che sottende a tutte le vie di comunicazione sotto al ponte “, commenta Luigi Sessarego, cittadino attivo, che con la pianta in mano ci spiega: “Sostanzialmente copia un percorso che già c’è ed è attivo, cioè la linea degli autobus di via Cantore e quella ferroviaria da Principe a Sampierdarena”.

Mappa attuale dei divieti di transito. In verde la linea sommergibile di prossima apertura

Non solo. Fa notare sempre Sessarego che questo collegamento potrebbe addirittura “essere dannoso perché impegnare le gallerie con un sistema di trasporto pubblico locale, impedirebbe il collegamento del porto di Sampierdarena con il parco del Campasso che è l’unica infrastruttura retroportuale idonea ai nuovi treni a modulo europeo”.
E  la possibilità di formare treni a modulo europeo è una delle richieste fondamentali avanzate dai gestori portuali per poter spostare il traffico container dalla gomma al ferro

A partire dal 5 ottobre, inoltre, RFI riattiverà la linea sommergibile. Ricorda ancora Sessarego: “Questo permetterà di riattivare tutta la ferrovia della Polcevera e soprattutto, legandoci alle motivazioni della proposta del consigliere regionale Pastorino, dalla stazione di Rivarolo gli studenti e i lavoratori potranno raggiungere la stazione di Sampierdarena”.

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