Cose da tranviere

Buongiorno, cari lettori e utenti, anche questa settimana è passata. E finalmente le cose paiono muoversi, anche se lentamente e con continui intoppi. Individuato finalmente il Commissario per le Emergenze, nella persona del Sindaco Marco Bucci, si sono cominciati in successione le prime fasi dell’incidente probatorio sui resti del ponte, si è ripristinata la linea ferroviaria, si sono avuti i primi rapidi rientri negli appartamenti degli sfollati e presto si riuscirà anche a riaprire Via 30 giugno, visto che i sensori per la sicurezza hanno dato esiti positivi. Domani si terrà il corteo dei genovesi che chiedono alla politica che si faccia il prima possibile a ridonare a città e abitanti una normalità che ad oggi sembra molto lontana. Insomma solita disordinaria amministrazione in questa realtà irreale che ci è toccato di vivere ed oggi però dopo tanti articoli drammatici, mi va di stemperare un po’ la tensione accumulata in questi mesi, vi propongo la ottava puntata di ‘BARNABA PRESENTA: Cose da tranviere!’, perché alla fine l’unica cosa che conta è cominciare il viaggio anche se non se ne vede la fine, anche se la strada è irta di intoppi:

Bruce Springstreen ‘Pink Cadillac’

Well now way back in the Bible

(Bene, ora torniamo indietro nella Bibbia)

Temptations always come along

(Le tentazioni sono sempre accadute)

There’s always somebody tempting

(C’è sempre qualcuno che tenta)

Somebody into doing something they know is wrong

(Qualcun’altro fare qualcosa che sanno che è sbagliato)

Well they tempt you, man, with silver

(Bene, ti tentano, uomo, con l’argento)

And they tempt you, sir, with gold

(E ti tentano, uomo, con l’oro)

And they tempt you with the pleasures

(E ti tentano con i piaceri)

Partiamo dunque a spron battuto con l’ottavo blocco di dieci casi tipici che capitano quasi matematicamente durante la giornata tipo del tranviere genovese, sempre rigorosamente ordinate in modo casuale, che tanto nessuna è peggio dell’altra!
Quindi sarebbe il caso di partire, perché nel nostro lavoro nonostante l’apparente precisione, molto spesso si deve improvvisare, soprattutto in questo periodo, in cui sulle nostre strade pare imperversare l’anarchia:

Tito Larriva ‘Anarchy in the Usa’

Yo soy un anticristo
(Io sono un anticristo)
Yo soy anarquista
(Io sono un anarchico)
No se lo que quiero
(Non è quello che voglio)
Se como tenerlo
(E’ come ottenerlo)
Quiero deshacer a cualquiera
(Voglio annichilire ogni cosa)

Yo, quiero ser , anarquia
(Io, voglio essere l’anarchia)
Anarquia en al USA
(Anarchia in the USA)
Ya viene el tiempo,
(Ora arriva il momento)
Ya viene el?
(Ecco che arriva la?)
La pinchimia, el pininchibuey
(la pinchimia il pininchibuey)
Su futuro es un desastre
(Il tuo futuro è un disastro)
Yo, quiero ser , anarquia
(Io, voglio essere l’anarchia)

Di certo solo ad un tranviere capitano queste cose

  • Se al capolinea hai appena il tempo di aprire il giornale prima di essere assalito da un nugolo di utenti in preda a una crisi di astinenza da domande.
  • Se almeno una volta al giorno un utente ti chiede senza contezza alcuna: “Ma mi scusi autista, domani c’è sciopero?”.
  • Se in sette minuti netti di sosta al capolinea riusciamo ad andare al bar, bere un caffè, andare in bagno, dare un’occhiata al telefono, fumare una sigaretta e rispondere ad almeno un paio di domande degli utenti.
  • Quando, colto da raptus per aver sfiorato l’ennesimo specchietto dell’ennesima macchina in terza fila, tiro un inelegante moccolone e mi rendo conto che a bordo ho una comitiva di suore.
  • Quando, felice per aver quasi finito, ti metti a cantare a squarciagola ‘Don’t stop me now’ dei Queen, convinto di aver nessuno a bordo e all’ultima fermata senti che qualcuno, evidentemente con il super potere dell’invisibilità, ha prenotato per scendere.
  • Quanto un utente, colto da odio incontrollato, ti urla in faccia: “Lo stipendio te lo pago io!” e ti verrebbe voglia di dargli indietro il suo euro e cinquanta… Possibilmente lanciandoglielo di taglio.
  • Quando bloccato nel traffico a causa di un incidente piuttosto grave senti dire: “Belin, sti coglioni! Già che sono in ritardo…” e capisci che l’empatia non va per la maggiore quel giorno.
  • Capita che dopo uno scambio di vedute con un utente nervoso, ci si senta urlare contro: “Lei non sa chi sono io!” e tu che ti mordi la lingua per non rispondere che in effetti conosci meglio sua moglie.
  • Se al capolinea il bus non si mette più in moto e alla tua chiamata al Centro Operativo, ti senti dire: “Ricevuto, non muoverti da lì”.
  • Se per due giorni di fila hai lo stesso tipo di avaria sulla stessa linea, grossomodo nello stesso punto del percorso, alla stessa ora e ti giri e vedi che a bordo hai gli stessi passeggeri. Io lo chiamo effetto ‘Cerca l‘Otelma tra l’utenza’.

Ogni riferimento a persone esistenti o a fatti realmente accaduti non è puramente casuale. A presto con la nona puntata di ‘Cose da tranviere!’.

Nel frattempo  
un abbraccio a tutti Voi        
dal Vostro autista Barnaba

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