Il SIAP presenta un progetto di supporto psicologico post trauma emotivo per i poliziotti genovesi

Genova –  Chi svolge una professione del soccorso, della sicurezza o dell’emergenza, spesso si trova a dover affrontare traumi emotivi determinati proprio dal fatto di intervenire in situazioni tragiche, come il crollo di ponte Morandi.
Nonostante la predisposizione e la passione per la propria professione, a causa del lavoro logorante si possono sviluppare quadri clinici che portano a stati d’ansia, tensione con gli utenti, errori professionali e depressione.
Per le forze dell’ordine la preoccupazione è dettata anche dal fatto che portano l’arma di ordinanza e che, in caso di sofferenza psichica, è il primo strumento pronto per essere utilizzato contro sé stessi o contro gli altri.

“In Italia abbiamo un tasso altissimo di suicidi tra le forze dell’ordine – commenta Roberto Traverso, Segretario Provinciale del Sindacato Italiano Appartenenti Polizia (SIAP) – negli ultimi sei anni abbiamo superato i 270 casi ed è un dato allarmante”.

Questo succede perché c’è una tendenza a nascondere il disagio, determinata dal fatto che lo stress da lavoro correlato è considerato, erroneamente, come una patologia neurologica e prevede il ritiro dell’arma, del tesserino e delle manette.
E, infatti, l’articolo 48 dell’Ordinamento del personale della Polizia di Stato  – il Dpr 782 del 1985 – obbligherebbe in automatico l’amministrazione a lasciare a casa, in via precauzionale e per un periodo più o meno lungo, il personale che è stato esposto a traumi psichici.

“Uscire dal sistema operativo significa anche perdere le indennità accessorie come lo straordinario – continua Traverso – ed è assurdo tenere in piedi un sistema come questo perché succede che il poliziotto che avrebbe bisogno di staccare da un momento di stress particolare non lo dice ed ecco lì che una non-patologia si può trasformare in patologia”.

Per questo oggi, alla sala CAP di via Albertazzi, è stato presentato il progetto di supporto psicologico post trauma emotivo per i poliziotti genovesi, che nasce da una collaborazione tra il SIAP e la Società Italiana di Psicologia dell’Emergenza (SIPEM).
“Un protocollo che parte da Genova ma che sto cercando di allargare a tutta Italia”, conclude Traverso.

Cosa fa uno psicologo dell'emergenza?

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