Ernest Hemingway a Genova: quel racconto sulle strade piovose di Sampierdarena, la Manchester d’Italia

 

Chi conosce Hemingway sa della capacità di evocare tramite la sua letteratura sensazioni di immensa vitalità dall’osservazione di paesaggi normali, quasi scontati.

Era il 1922, a bordo di un’auto viaggiava da Genova verso ponente: ” “Pioveva a dirotto quando passammo per i sobborghi di Genova e anche andammo molto piano dietro ai tram e ai camion, il fango schizzava sul marciapiede così che la gente si affrettava a rifugiarsi nelle porte delle case quando ci vedeva arrivare. A San Pier d’Arena, il sobborgo industriale di Genova, c’era una larga strada con delle rotaie da una parte e dall’altra, e ci tenemmo nel mezzo per evitare d’infangare gli uomini che tornavano a casa dal lavoro. Alla nostra sinistra avevamo il Mediterraneo. C’era mare grosso, le onde si rompevano e il vento ne portava gli spruzzi fino all’automobile. il letto di un fiume che quando eravamo passati venendo in Italia era largo, asciutto e pieno di pietre, adesso scorreva in piena e l’acqua arrivava fino agli argini. Quest’acqua fangosa scolorava quella del mare e quando le onde, rompendosi, si assottigliavano e diventavano bianche, anche l’acqua gialla si schiariva e fiocchi di spuma, portati dal vento, volavano attraverso la strada…una grossa automobile ci sorpassò ad alta velocità e una cortina d’acqua fangosa ricoperse il parabrezza e il radiatore. Il tergicristallo automatico si muoveva avanti e indietro appannando il vetro. Ci fermammo a mangiare a Sestri. Non c’era riscaldamento nella trattoria e tenemmo addosso pastrano e cappello. potevamo vedere la macchina fuori, attraverso la finestra..  Era coperta di fango e stava accanto a barche tirate in secco, lontano dalle onde. Nella trattoria il nostro fiato faceva nuvolette…. La pasta asciutta era buona il vino sapeva d’aceto e lo allungammo con l’acqua. Dopo il cameriere portò una bistecca con le patate fritte. Un uomo e una donna sedevano all’estremità più lontana della sala. lui era un uomo di mezza età e lei giovane e vestita di nero. Durante tutto il pasto si vide il suo respiro nell’aria fredda e umida. L’uomo la guardava e scuoteva la testa. Mangiavano senza parlare e lui le stringeva la mano sotto la tavola. La donna era bella ed entrambi sembravano molto tristi. Avevano vicino una valigia…”

La descrizione della trattoria e del tragitto compiuto per raggiungerla tratta da “I quarantanove racconti” dello scrittore fanno pensare alla trattoria “Toe Droe” ancora esistente nei pressi dei numerosi cantieri navali di Sestri Ponente. Nanni Merello aveva acquistato tavole spesse dieci centimetri che erano finite in un convento e che – venne a sapere – erano state utilizzate per fare le barricate durante le Cinque Giornate di Milano, dal 18 al 22 marzo 1848. Quelle tavole venivano giusto bene per il suo locale di Sestri Ponente, che da quel giorno si chiamò “Toe Droe”.

Ernest (per gli amici Ernie) era entrato in contatto per la prima volta con la Liguria al seguito di un reparto militare americano aviotrasportato durante la prima Guerra Mondiale. Fu quella l’occasione in cui si innamorò della Val Trebbia, che definì “La più bella valle del mondo”. Uomo affascinante e amante dell’avventura ebbe varie avventure anche sentimentali, una delle quali, si dice, con Fernanda Pivano, genovese e sua traduttrice.

Stiamo parlando di un uomo libero, fuori dagli schemi, di un artista premio Nobel nel 1954 ma anche giornalista (reporter in occasione del trattato di Rapallo nel 1922) molto criticato per le sue simpatie per Mussolini ed una visione antipacifista della vita.

Mauro Salucci è nato a Genova. Laureato in Filosofia, sposato e padre di due figli. Apprezzato  cultore di storia, collabora con diverse riviste e periodici . Inoltre è anche apprezzato conferenziere. Ha partecipato a diverse trasmissioni televisive di carattere storico. Annovera la pubblicazione di  “Taccuino su Genova” (2016) e“Madre di Dio”(2017) .   “Forti pulsioni” (2018) dedicato a Niccolò Paganini è del 2018 e l’ultima fatica riguarda i Sestieri di Genova. 

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