Gli abitanti ai confini della Zona Rossa scendono in piazza: “Non ci sono cittadini di serie B, siamo tutti genovesi”

Genova – Fuori dal decerto Emergenze, fuori dalla Legge di Bilancio.
Quale futuro per famiglie che vivono ai confini della Zona Rossa e che, al momento, sono escluse da tutele e indennizzi?

Per avere delle risposte sono scesi in piazza, questa mattina, gli abitanti di via Porro, via Fillak e via Campi, che saranno costretti a convivere per mesi con il cantiere di demolizione e ricostruzione del viadotto Polcevera.
Riuniti nel Comitato Abitanti ai Confini della Zona Rossa, chiedono di essere inseriti nel percorso di indennizzi previsto dal PRIS ligure, il Programma Regionale di Intervento Strategico, e pretendono garanzie sulla sicurezza nello svolgimento dei lavori sul Morandi, preoccupati anche dal rischio della presenza di amianto nei palazzi e nei manufatti che verranno demoliti.

“Dal Commissario Bucci abbiamo ottenuto l’installazione, a breve, delle centraline per il monitoraggio dell’aria e dell’inquinamento acustico”, riferisce il Presidente del Comitato Abitanti della Zona Rossa, Fabrizio Belotti, che, dopo il colloquio a Tursi, ha raggiunto la Prefettura accompagnato da un corteo pacifico che scandiva lo slogan “Ambiente e Salute, uguale vita”.
“L’incontro col Prefetto era indispensabile. Il Prefetto si è fatto carico di portare al Governo le nostre richieste. Certo, non è lei che può tirare fuori i soldi, ma è un portavoce del Governo”.

La mattinata si è conclusa in Regione, dove una rappresentanza degli abitanti è stata ricevuta dal Presidente Toti che ha assicurato: “Ho garantito loro che mi farò promotore di un approfondimento con tutte le strutture interessate e competenti, con il Commissario di governo e sindaco della città Marco Bucci, per capire in quale modo, all’interno della legislazione vigente e dei provvedimenti presi, si possa trovare una soluzione soddisfacente per dare loro risposte adeguate”.

Un percorso che  non sarà facile visto che, come ha ricordato lo stesso Toti, la normativa regionale è stata superata da quella nazionale, cioè dal Decreto Emergenze, e dunque si renderà necessario inserire la vertenza in un Decreto Omnibus.